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SCENARIO/ Morando (Pd): caro Alfano, se parti dalla "bozza Boato" noi ci stiamo

Il Senatore del Pd Enrico Morando Il Senatore del Pd Enrico Morando


Guardi, sono uno dei cofirmatari del disegno Compagna-Chiaromonte e di certo non me ne pento. Detto questo, devo ammettere che, purtroppo, a seguito dello scandalo che ha colpito il premier non ci sono le condizioni minime per discuterne serenamente.

Lei più volte ha anche denunciato il problema della pubblicazione illecita delle intercettazioni telefoniche. Su questo tema maggioranza e opposizione possono trovare un punto d’intesa secondo lei?

Riguardo alle intercettazioni non c’è bisogno di riforme costituzionali, ma di leggi ordinarie. La mia proposta è chiara: sono contrario a qualunque tentativo di limitare i reati su cui la magistratura può ricorrere alle intercettazioni. Detto questo il “mercato delle intercettazioni” deve finire.

E come si raggiunge questo obiettivo?

L’unico modo a mio avviso è quello di introdurre in capo al pm la figura del responsabile unico della procedura d’intercettazione. La magistratura faccia perciò tutte le intercettazioni di cui ha bisogno senza limiti. Se però, prima che la procedura ne preveda la pubblicazione, si dovesse verificare una fuga di notizie, il responsabile unico ne dovrebbe pagare, a meno che sappia indicare il vero colpevole.
Negli ultimi vent’anni nessuna inchiesta sulle fughe di notizie ha mai trovato il colpevole. Penso che questo non sia accettabile.

(Carlo Melato)

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