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DDL GIUSTIZIA/ 1. Maddalena: una riforma sbagliata che farà disastri

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Il governo ha approvato ieri mattina il testo del ddl costituzionale di riforma della giustizia. Un testo, ha detto il capo del governo, atteso dal 1994. Separazione delle carriere di giudici e pm, doppio Csm, polizia giudiziaria, inappellabilità delle sentenze di assoluzione, obbligo dell’azione penale, responsabilità dei magistrati sono i punti chiave della riforma, che ora dovrà essere approvata due volte da Camera e Senato, e ottenere, per entrare subito in vigore, i due terzi dei voti del Parlamento; diversamente toccherà ai cittadini pronunciarsi con un referendum.

Intanto il grande entusiasmo nel governo si accompagna a critiche molto forti, soprattutto da parte dell’Anm, che ha definito il provvedimento “punitivo”.

Il sussidiario ha parlato della riforma con Macello Maddalena, procuratore generale presso il Tribunale di Torino.

 

Maddalena, da dove cominciamo? Direi dalle modifiche agli articoli 101 e 102. In particolare, quest’ultimo dice che la funzione giurisdizionale è esercitata non più «da magistrati ordinari», ma «da giudici ordinari istituiti e regolato dalle norme sull’ordinamento giudiziario»...

 

Le modifiche intervenute nell’articolo 101 e nell’articolo 102 della Costituzione non possono avere altro senso che quello di affievolire le garanzie di indipendenza del Pubblico ministero nei confronti degli altri poteri dello Stato, e non solo e non tanto quello di permettere una organizzazione in certo qual modo gerarchica degli uffici del Pm; cosa che non è preclusa neppure adesso e che, entro determinati limiti, sicuramente non è deprecabile.

 

E quindi?

 

Di conseguenza, non si riesce onestamente a intuirne un significato alternativo a quello di porre le basi per un successivo eventuale intervento legislativo, diretto a rendere gli uffici del Pm meno autonomi ed indipendenti dagli altri poteri dello Stato di quanto non siano attualmente.

 

La riforma dell’articolo 104 istituisce la separazione delle carriere: «i magistrati si distinguono in giudici e pubblici ministeri». Una svolta che il centrodestra auspica da più di quindici anni...



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COMMENTI
12/03/2011 - La Riforma della Giustizia (GIUSEPPE PIGLIAPOCO)

Già la espressione assume aspetti penosi e grotteschi allo stesso tempo perchè LA GIUSTIZIA e' o dovrebbe essere una sola ,esercitata da persone corrette giudiziose e perbene. Poichè i risultati che si sono toccati con mano in ogni Tribunale d'Italia dal Processo Tortora in poi sino quelli che in ogni momento ti fermano il fiato, vi era e vi è una necessità urgente di riformare , appunto la Giustizia , o per meglio dire , la testa di molti corrotti . A ben vedere non vi era nulla da riformare ma semplicemente si doveva da tempo trovare quei semplici correttivi per rendere punibile chiunque commetta gravissimi reati esercitando la funzione giudiziaria. IL deferimento ad una Corte di Giustizia Italiana o Europea ad opera di Ciscun Consiglio Giudiziario Regionale o , in difetto, dal Ministro della Giustizia poteva bastare?. E che dire di un ritocchino al Codice Penale sui reati di Corruzione , Concussione e Abuso d'Ufficio commessi da chi è ai vertici giudiziari amministrativi e politici ? Certo è che tutta questa baldoria politico-giudiziaria sarebbe finita già dopo mani pulite . Oggi i Giudici di malaffare debbono temere le nuove normative europee e non è assolutamente escluso che possano rispondere comunque penalmente : tutto sta a capire se la Magistratura e la sinistra intendono riportare le cose in Ordine altrimenti si sappia che si è oltrepassato il punto di rottura come quando la febbre negli oppressi non smette di salire .Chiunque è in grado di capirlo .

 
11/03/2011 - Una qualche ''Riforma della Giustizia'' è urgente (Sebastiano Adduso)

Mi auguro in generale, che come si presta così tanta attenzione, per carità legittima, ad opporsi o delegittimare questa paventata ‘’Riforma della Giustizia’’, si abbia un eguale impegno per proporre degli strumenti alternativi (reali e non mistificanti) affinchè i comuni cittadini possano pure, altrettanto lecitamente, difendersi dalla nota quanto diffusa ‘’prevaricazione di certa toga’’. Premetto che non sono di orientamento politico del Premier ed anzi sono favorevole alle intercettazioni (parlano per me i miei post pubblici sul Web) ma rimango perplesso davanti a tanta generale enfatizzazione, quasi divinizzazione, della Magistratura (non ho mai visto inviati di dio sulla Terra, ma solo esseri viventi e poi umani). Ciò in quanto, posso dimostrare, che una certa Magistratura, con tutta evidenza, ha la consapevolezza di potere non dire la verità, e di continuare a non dirla, immagino perché non deve dare conto ed ha alcuna forzosa responsabilità. Il mio sito personale riguarda una soggettiva questione che corrobora quanto dico. Si tratta di fatti di mafia. E io sto in Sicilia non a Belluno. Una parte di un distretto giudiziario non dice la verità da 20 anni, al punto che arriva sostanzialmente ad avvalorare negli ultimi dieci, che dalle indagini esperite, degli attentati di matrice mafiosa sono avvenuti in anni diversi rispetto a quelli storici. Spero non sia questa "la Magistratura" che si declama. Io così non vedo la differenza con certa politica.

 
11/03/2011 - Tutte cose positive (Alberto Consorteria)

Letto l'articolo mi son detto: "Ma il Sig. Maddalena mette in luce solo aspetti positivi!". Che il PM faccia solo la parte del superpoliziotto e non possa saltare di qua o di là della cattedra è sacrosanto; che si abbassi la cresta ad un CSM che faceva risoluzioni sulla giustizia quasi fosse un parlamentino è grandioso; che si riformi un CSM che NON HA MAI FATTO NULLA per governare i giudici (cosa ha fatto il CSM per fermare l'uso creativo della giurisprudenza da parte di giudici avventurosi? NIENTE. E per punire i perditempo? NIENTE) è solo doveroso! Che si introduca una responsabilità dei magistrati E' GIUSTISSIMO (chiedo a Maddalena, cosa succede oggi se un giudice di primo grado ha riformate in appello il 90% delle proprie sentenze? NULLA, VA IN GIRO A TESTA ALTA COME UN SIGNORE QUANDO E' UN EMERITO INCAPACE). Ripeto, questo articolo vorrebbe criticare, e invece fa vedere che di una riforma c'è bisogno. Magari da migliorare in Parlamento, ma si tiri dritto, e si dia una bella frenata ai giudici che della loro INDIPENDENZA hanno approfittato fino a farla diventare IMMUNITA' IRRESPONSABILE.