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150 ANNI/ Così Napolitano cerca di "abbattere" il mito della superiorità della sinistra

17 marzo 2011, per Giorgio Napolitano la celebrazione del 150° anniversario dell’unità d’Italia è uno dei fatti più rilevanti del suo settennato. La riflessione di UGO FINETTI

Giorgio Napolitano (Imagoeconomica) Giorgio Napolitano (Imagoeconomica)

Per Giorgio Napolitano la celebrazione del 150° anniversario dell’unità d’Italia è uno dei fatti più rilevanti del suo settennato e il discorso che terrà il 17 marzo non sarà certo banalmente retorico. Sicuramente ha di fronte un compito non facile dato che questa ricorrenza si sta svolgendo in modo molto disordinato (basti pensare alla “querelle” dell’ultimo minuto sulla festività o meno in una data che era ben prevedibile da anni) e rischia di essere un’occasione perduta.

Il disordine ha un’origine essenzialmente storiografica e riguarda l’attuale prevalente uso politico strumentale dell’insegnamento della storia nelle scuole e negli atenei. La nostra storia è tra le più brevi d’Europa e naturalmente più politicizzata e strapazzata. La “macchina del fango” sull'unità nazionale non è però da ricercare nella Lega. Certamente dagli esponenti leghisti  sono venuti segni negativi. Ma privilegiare la polemica nei confronti della Lega rischia di essere uno specchietto per le allodole in quanto il veleno e l’inquinamento storiografico vengono soprattutto da certa sinistra che ancora oggi vuol perpetuare un clima da “guerra civile” negli italiani mantenendo la scala di valori della lettura classista della nostra storia nazionale.

A che cosa abbiamo assistito infatti in questi ultimi due anni intorno al 150°? A due operazioni cosiddette “storiografiche”.

La prima è diretta contro gli storici “cattolici” e cioè a cristallizzare il principio secondo cui dagli storici cattolici (salvo il segmento “dossettiano”) può venire solo una lettura “di parte” della storia d’Italia e del Risorgimento. I cattolici dovrebbero essere considerati una sorta di “letteratura del dissenso” da tenere lontana dalla vista degli studenti.