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SCENARIO/ Ecco tutte le "carte" dei Pm per affossare la giustizia

Pubblicazione:lunedì 14 marzo 2011

La statua della Giustizia (Foto: IMAGOECONOMICA) La statua della Giustizia (Foto: IMAGOECONOMICA)

Insomma, l’architettura del nostro ordinamento giudiziario diventerà coerente col nostro codice. E l’alta corte darà impulso ad un sistema disciplinare che nel passato ha funzionato a intermittenza; anche in questo caso, nulla è scontato e nulla è automatico, ma il segnale che arriva è chiaro: dovrebbe andare in pensione una logica corporativa e quindi perdonista e autoassolutoria, che tanti danni ha provocato.

 

Certo, la bagarre sulla giustizia proseguirà e s’inasprirà. Ma c’è da sperare che il “prototipo“ appena uscito dal Consiglio dei ministri non si fermi subito. Molto dipenderà dal possibile incrocio con le leggi cosiddette ad personam (che sono un’altra cosa e formano un altro pacchetto) e con i processi e le inchieste che stringono d’assedio il Cavaliere. Il poker di procedimenti in corso a Milano, a cominciare da quello per Ruby che nelle intenzioni della Procura dovrebbe essere l’equivalente del processo Cusani alla prima repubblica, con il drammatico interrogatorio di Craxi e la bava alla bocca di Forlani. E dovrebbe quindi portare alla sbarra non solo il Cavaliere ma anche il berlusconismo e un’epoca intera.

 

E poi l’indagine sulla cosiddetta loggia P4, la potentissima lobby che faceva capo al finanziere Luigi Bisignani, su cui indaga il solito onnipresente Henry John Woodcock. Da giorni il tam tam annuncia arresti imminenti e si rincorrono le voci che portano fino a Gianni Letta. Il lungo cammino della riforma «epocale» è appeso anche a Ruby e a Bisignani.



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