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SCENARIO/ Leghisti in salsa democristiana: la Festa a metà di Bossi & Co.

Nel giorno che celebra i 150 anni dell'unità d'Italia le cerimonie non si contano. Come si comporterà lo stato maggiore leghista? L'analisi di MARCO ALFIERI

Umberto Bossi e Giorgio Napolitano (Imagoeconomica) Umberto Bossi e Giorgio Napolitano (Imagoeconomica)

Niente strappi al centro, con il Quirinale. La ricreazione va bene in periferia, o in regioni e città importanti dove non si governa, ma si vorrebbe farlo presto. Oggi i big leghisti saranno presenti alla Camera per la seduta solenne del 150esimo dell’Unità d’Italia. Nessuna fronda plateale. Il tridente Umberto Bossi, Roberto Maroni e Roberto Calderoli sarà regolarmente ai loro banchi.

Certo, non per amor patrio, solo per rispetto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, con cui non è il caso di aprire un fronte polemico. Sarebbe politicamente suicida. È un gesto minimo, tirato per la giacca, non senza demagogia da sempiterna forza di lotta e di governo: ad esempio la pattuglia dei parlamentari leghisti sarà ridotta al lumicino, non ci saranno probabilmente i capogruppo (Reguzzoni e Bricolo), altri lavoreranno sul territorio o nei loro uffici per segnare la contrarietà ai festeggiamenti, mentre Maroni arriverà direttamente da Bruxelles, dove in mattinata incontrerà il commissario per gli Affari Interni, Cecilia Malmstrom, per discutere di immigrazione.

Ma almeno il protocollo è salvo. Altra cosa in periferia. Ieri in comune a Milano, e in altre città e province minori, i Lumbard non si sono nemmeno fatti vedere. I 4 consiglieri regionali emiliani del Carroccio hanno invece disertato le commemorazioni di Bologna. In aula è partito l’inno e loro sono usciti dall’emiciclo per il solito cappuccino. Sulla scia dei loro colleghi lombardi, capitanati da Renzo Bossi, il “Trota”: martedì mattina sulle prime note di Mameli sono andati al bar, tra le polemiche di tutto l’arco costituzionale. Apriti cielo.

Come leggere la guerriglia leghista ai festeggiamenti tricolore? Fragorosi in una regione come la Lombardia, ancora non governata dal Carroccio, molto meno in posti dove la Lega è sulla poltrona di comando, come Piemonte e Veneto. Qualche manfrina, ma sostanzialmente galateo istituzionale rispettato.


COMMENTI
18/03/2011 - ambizione legittima (angelo canavese)

Solo due punti vorrei sottolineare a commento: Primo, non mi sembra troppo grave la parziale adesione alla Festa del 150-esimo dell'Unita' d'Italia da parte della Lega; festa che tra l'altro, questo a mio parere, e' stata promossa anche per poter dar fastidio alla Lega stessa: come spieghiamo la indifferenza della Sinistra rispetto allo snaturamento culturale dell'Italia dovuto alla forte componente di stranieri qui residenti e/o lavoranti, rispetto a tutto questo amor patrio che ostentano? Secondo, mi sembra legittimo per la Lega, cosi' come per ogni altro partito, ambire a Governare qualsiasi Regione: e' costituzionale. Nota finale, la Lega mi sembra al di la' di tutto un alleato del PDL fedele e degno: tenderei a tenermelo caro.

 
17/03/2011 - anche Napolitano per il federalismo (attilio sangiani)

non concordo con le esagerazioni di questa analisi dei rapporti di collaborazione/conflitto tra Lega e PDL. Non vedo citato Calderoli,che è il vero artefice del feralismo possibile,con cui mi sembra d'accordo anche Napolitano. Aggiungerei che è merito non piccolo della Lega aver agito in modo che,oggi,tutti si dicono "federalisti",mentre solo pochi anni fa sarebbe stato quasi un attentato alla Patria Italiana. Noto che solo P.F.Casini si ostina a contrastare la realizzazione del federalismo. Ma comprendo che il suo obiettivo è sottrarre elettori alla Lega di Bossi,la cui base è costituita in massima parte da ex elettori DC,delle province "bianche" del nord-Italia.Però,se fossi consigliere della Lega,avrei raccomandato di partecipare più attivamenta alla esultanza generale per la "Unità d'Italia" di oggi,che è un valore irrinunciabile. Continuando,nel contempo,a sostenere le ragioni storiche che condannano le modalità "miserabili" con cui è stata realizzata da quattro personaggi che,come scrive mons.Giacomo Biffi,avevano in comune solo la insofferenza reciproca.Aggiungerei la comune intenzione di snaturare la cultura cristiana del popolo italiano. Tutti sanno che Garibaldi era il Gran Maestro della Massoneria italiana e che è stato finanziato con tre milioni di franchi oro dalla massoneria anglosassone per distruggere il centro del cattolicesimo,aprendosi la strada corrompendo i generali borbonici. Come la Inghilterra di Elisabetta Prima e Cromwell fecero con l'Irlanda cattoli

 
17/03/2011 - i discendenti dei morti sul Piave (massari annalisa)

come la pensano riguardo all'ignominiosa posizione della Lega sul 150° dell'Unità d'Italia? sarei curiosa di saperlo. Inoltre, se i parlamentari avessero l'inquadramento tipico dei dipendenti pubblici, i leghisti renitenti alle celebrazioni dovrebbero essere licenziati in tronco per giusta causa, ex art.2119 Cod. Civ., constando la loro condotta nell'interruzione del vincolo fiduciario con coloro che pagano le loro indennità e che dovrebbero rappresentare: il popolo italiano e la sua storia.