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Politica

SCENARIO/ Per dar più soldi alle famiglie ci vuole il "metodo Lega"?

Cosa insegna il "caso Giovanardi" e la strategia leghista a tutti gli alleati di Berlusconi? ANGELO PICARIELLO torna sulle politiche (e le promesse) per la famiglia

Calderoli, Bossi e Berlusconi (Imagoeconomica)Calderoli, Bossi e Berlusconi (Imagoeconomica)

Per la famiglia non c’è una lira del vecchio conio e neanche del nuovo. La denuncia non viene da qualche scalmanato dell’opposizione ma, niente di meno, dal sottosegretario delegato al ramo, Carlo Giovanardi. Un ramo secco, ad ascoltare le sue parole: “Tre anni fa  per le politiche per la famiglia c’erano 300 milioni”. Sì, aggiungiamo noi, non è che anche allora si navigasse nell’oro. “Ma oggi ce ne sono soltanto venti e non so neanche se sono disponibili davvero o debba andare a reperirli  nelle pieghe dei bilanci regionali”. Resterebbero così senza copertura, tanto per intenderci, gli aiuti alle adozioni internazionali e i fondi per i nuovi nati, a proposito di denatalità.

Ad ogni modo, Giovanardi è arrivato a minacciare le dimissioni salvo constatare poi amaramente “non c’è più niente da cui dimettersi”.
Ci risulta che, come accade in questi giorni un po’ per tutti i “malpancisti” della maggioranza, anche Giovanardi sia stato raggiunto da una telefonata rassicurante - quanto? - del Presidente del Consiglio che poi lo avrebbe incontrato insieme al sottosegretario Gianni Letta promettendogli che i soldi arriveranno in un prossimo decreto che potremmo già battezzare “centoproroghe” essendo destinato, nelle intenzioni, a mettere qualche ulteriore pezza dopo quelle apposte con il “milleproroghe”.

Comunque vada a finire dubitiamo che siano in arrivo novità epocali per la famiglia in particolare per quell’11,3% finito al di sotto della soglia di povertà e costretto a vivere praticamente grazie alla rete di solidarietà delle parrocchie. Tutto ciò mentre in molti continuano a baloccarsi sulla centralità delle politiche per la famiglia (quali?).

È impossibile però non cogliere anche una singolare coincidenza. Il grido di dolore di Giovanardi è risuonato nel giorno stesso in cui la nomina di un altro ex Udc come Saverio Romano alla carica di ministro (alle Politiche agricole) sembrava diventata ormai certa.

“Ma come - avrà pensato Giovanardi, ipotizziamo noi - io ero già ministro e mi ritrovo qui a fare il sottosegretario senza soldi mentre questo qui arriva fresco fresco dalla mia stessa parrocchia e mi passa davanti?”.


COMMENTI
19/03/2011 - sempre le solite promesse... (Marco Claudio Di Buono)

..ad ogni tornata elettorale i politici promettono di tutto, ma poi c'è sempre qualche scusa buona per non mantenerle. Il fatto più grave è che noi continuiamo ad andare a votare, ci caschiamo ogni volta. Non dico che bisognerebbe fare come nei paese nordafricani, ma alle volte ti viene una rabbia. Un politica di difesa della famiglia, cellula fondamentale della società, fatta con soldi veri sotto forma di contributi, buoni scuola, quoziente familiare quando mai l'hanno realizzata?