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FAMIGLIA CRISTIANA/ Prodi: sono stato io a sdoganare Gheddafi e toglierlo dall’isolamento internazionale

Pubblicazione:mercoledì 2 marzo 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Le ragioni della sua iniziativa erano squisitamente di Real Politik:  «Lo feci quando mi fu chiaro (e le informazioni in mio possesso si rivelarono esatte) che il Colonnello stava mettendo da parte la politica di tensioni, guerre e inquietudini che fomentava nell’Africa sub sahariana».

 

Per questo, «lo invitai – continua - a Bruxelles, contestato da americani e inglesi. Lo scopo di fargli smettere i panni di creatore di conflitti è stato raggiunto». Prodi parla con chiarezza:  «Naturalmente sapevamo tutti che il suo regime non era per nulla democratico, ma l’obiettivo che ci eravamo proposti a Bruxelles era un grande obiettivo. Forse anche troppo perché subito cominciò la fila di coloro che si recavano verso la tenda del colonnello Gheddafi, compresi americani e inglesi, e non sempre avendo come obiettivo la pace». 

 

A proposito del Trattato di amicizia con il governo libico firmato da Berlusconi, Prodi afferma di esserne stato, inizialmente, il fautore. Ma «poi ci siamo fermati». La bozza allora in discussione avrebbe comportato «impegni gravosi e anche umiliazioni, come poi si è visto». E, «prima di guardare al futuro bisognava chiudere i numerosi contenziosi in corso. Il governo Berlusconi ha ritenuto invece di firmarlo e di solennizzarlo in modo plateale, togliendo delle frecce al nostro arco che potevamo ancora adoperare».

 

 

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