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SCENARIO/ 2. Polito: dalla Libia uno schiaffo a Berlusconi e Bersani

Pubblicazione:mercoledì 2 marzo 2011

Silvio Berlusconi (Imagoeconomica) Silvio Berlusconi (Imagoeconomica)

«Le rivoluzioni in corso nell’area del Mediterraneo hanno cambiato la collocazione geopolitica dell’Italia, anche se il dibattito interno non sembra davvero all’altezza della situazione. Siamo così preoccupati dal capire cosa ci accadrà che non ci rendiamo conto di essere tornati sullo scacchiere internazionale la propaggine meridionale più avanzata dell’Occidente. Non possiamo però nasconderci sotto le coperte quando soffia il vento della storia». Antonio Polito parte dalla Libia e dall’Egitto per analizzare il quadro politico italiano, a suo avviso segnato in questi giorni da un dibattito provinciale. «Non trovo niente di negativo nel veder cadere i dittatori a causa delle ribellioni dei loro popoli. È un’occasione che può riconsegnare la libertà alle masse del mondo arabo. Se però si continua a leggere queste vicende attraverso il proprio ombelico e ci si lascia dominare dalla paura si può scambiare tutto ciò per un nuovo “mostro da videogame”, simile a quello della crisi finanziaria».

Qual è il suo giudizio sull’operato del governo e sulla politica estera che ha condotto in questi anni?

La mia critica è indirizzata a tutte le forze politiche, anche se questo governo è chiaramente azzoppato dai guai giudiziari del Presidente del Consiglio. Mi ha colpito una dichiarazione rilasciata da un sodale di Gheddafi che, interrogato sulla sospensione del trattato Italia-Libia, ha esclamato: “Il governo di Roma ha problemi più seri a cui pensare”. Se in questo contesto la Libia si permette di ridere della nostra politica non è certo un buon segnale. Detto questo, per il ruolo geopolitico che abbiamo, dovremmo dettare la linea agli altri paesi. Il premier però, dopo le posizioni attendiste di Frattini, ha promesso con grande enfasi che “l’Italia sarà allineata alla comunità internazionale”.

A richiamare l’Europa ai suoi doveri per ora ci ha pensato Napolitano.

È vero, anche se non sono stupito dell’egoismo europeo che si è sempre manifestato durante le crisi globali. Ricordo che nel pieno dei sommovimenti dell’‘89 anche chi era lontano da Berlino mostrava tutto il proprio disinteresse. Diverso invece il ruolo che stanno giocando gli Usa. Si sono liberati rapidamente del loro uomo, Mubarak, e grazie ai loro rapporti con l’esercito egiziano hanno fatto il possibile per evitare che si verificasse una carneficina. Ora hanno una posizione molto ferma nei confronti di Gheddafi e stanno guidando i paesi europei, Italia compresa.

Questo cambio di priorità internazionale, unito al rafforzamento numerico della maggioranza in Parlamento, allontana definitivamente le elezioni? 


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