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SCENARIO/ 2. Polito: dalla Libia uno schiaffo a Berlusconi e Bersani

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Silvio Berlusconi (Imagoeconomica)  Silvio Berlusconi (Imagoeconomica)


Direi di sì, anche se un vincolo esterno che ci spingeva verso la stabilità già c’era ed era la crisi finanziaria. Il governo andrà avanti soprattutto perché, per quanto si possa chiacchierare, la maggioranza si è consolidata in Parlamento. Questa è la cartina di tornasole cruciale. Occorre però una ripresa dell’iniziativa riformatrice del governo che metta fine a un immobilismo inaccettabile.

A cosa si riferisce principalmente? Al rilancio dell’economia, al federalismo, o a una riforma della giustizia che sembra arduo portare avanti in maniera condivisa?

Ritengo cruciale la riforma dell’economia anche se ci sono dei vincoli oggettivi che Tremonti non ha smesso di far rispettare. Non capisco però i passi indietro del governo riguardo alle liberalizzazioni. Non costano nulla e possono togliere freni alla produzione e all’occupazione. Ciononostante è stata reintrodotta la tariffa minima agli avvocati, che penalizza la concorrenza, e si ipotizza la chiusura delle parafarmacie.
Per quanto riguarda il federalismo penso che sia una riforma maledettamente seria e rischiosa ed è un peccato che la sinistra abbia smesso di fare valutazioni di merito, cercando invece di indurre in tentazione la Lega.
Sulla giustizia invece non vedo francamente la volontà e la possibilità di realizzare una riforma annunciata un’infinità di volte. Occorrono maggioranze parlamentari e almeno due anni di letture parlamentari. Anche per questo è più probabile che tutto si risolva nell’ennesima leggina ad hoc per far proseguire al premier lo slalom tra i processi.

L’appuntamento del 6 aprile con il processo a Berlusconi intanto si avvicina sempre di più…

La vicenda è molto pesante, ma sono convinto che il punto più alto della marea sia già passato. La sollevazione morale che c’è stata non ha riguardato tutto il Paese e soprattutto non ha coinvolto l’establishment. Il processo aggiungerà di certo altro sale sulle ferite del Cavaliere, ma non sarà comunque immediato nei tempi.

Se Berlusconi sta al suo posto almeno per un altro anno cambia radicalmente lo scenario di riferimento anche per il Terzo Polo e per la sinistra.


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