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LIBIA/ 2. Quando Craxi salvò Gheddafi dall'attacco degli americani

Pubblicazione:giovedì 24 marzo 2011

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

I drammatici avvenimenti libici di questi giorni riportano alla memoria i fatti dell'ottobre del 1985, con il sequestro della nave da crociera "Achille Lauro" e la conseguente crisi di Sigonella. Sono tempi lontani, in effetti, ma i problemi, e anche una parte dei protagonisti, sembrano gli stessi. In più, mentre oggi si discute di raid e bombardamenti, di comando della coalizione, contestando addirittura il vertice della Nato, di basi militari, c'è un'eco  diversa, dissonante dal comportamento di governi e uomini politici di allora e di oggi.
Alle ore 13 e 7 minuti del 7 ottobre del 1985, quattro terroristi sequestrano l'" Achille Lauro". Si dichiarano, falsamente esponenti dell'Olp (Organizzazione per la liberazione della Palestina). In realtà i quattro fanno parte di una fazione filosiriana, conosciuta con la sigla Fplp. E' un'azione feroce, messa in atto per ottenere cinquanta prigionieri palestinesi che sono nelle carceri israeliane. In Italia scatta il massimo d'allerta.
Il primo a essere contattato è lo stesso Yasser Arafat, presidente dell'Olp, che si dichiara del tutto estraneo al sequestro e che, per questa ragione, emette un comunicato stampa ufficiale della sua organizzazione e suo personale. Arafat parla direttamente al telefono con il ministro degli esteri dell'epoca, Giulio Andreotti, e successivamente con il presidente del Consiglio, il socialista Bettino Craxi. E' in quest'ultima telefonata che Arafat suggerisce a Craxi di trovare una mediazione attraverso un egiziano e il filosiriano Abu Abbas, un dissidente dell'Olp.
Dal canto loro i quattro sequestratori chiedono un negoziato con Italia, Stati Uniti, Regno Unito e Germania Occidentale sotto la mediazione della Croce Rossa. Ribadiscono la richiesta dei cinquanta prigionieri e minacciano, altrimenti, di far saltare la nave. Subito si delineano le posizioni. L'Italia, con Craxi e Andreotti si decidono subito per la trattativa, gli Stati Uniti del Presidente Ronald Reagan, attraverso l'ambasciatore Rabb, fanno sapere che sono contrari a qualsiasi trattativa. La replica di Bettino Craxi è altrettanto perentoria: la trattativa si farà, anche se gli Usa non sono d'accordo. E' il primo strappo tra la linea italiana e quella americana. Nel frattempo sulla nave la situazione degenera. Due terroristi sparano, uccidono e buttano a mare un ebreo americano disabile, Leon Klinghoffer. Il delitto è orrendo, ma il mediatore Abu Abbas riesce a entrare in contatto con i terroristi (si dice che sia lui l'ispiratore di tutta l'azione) e li convince a fare rotta verso l'Egitto. 


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COMMENTI
24/03/2011 - da quel giorno (francesco taddei)

gli americani sono un popolo che non dimentica il loro passato, a differenza di noi italiani. e loro sigonella non l'hanno mai dimenticato. noi invece che abbiamo agito da nazione sovrana lo abbiamo scordato.