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Politica

LIBIA/ 2. Quando Craxi salvò Gheddafi dall'attacco degli americani

Foto: ImagoeconomicaFoto: Imagoeconomica

Nessuno sa ancora dell’uccisione di Klinghoffer e lo stesso comandante della nave cerca di nasconderlo per raggiungere Alessandria d'Egitto. La mediazione italiana continua, mentre gli Usa si fanno sempre più aggressivi e minacciano un intervento armato per liberare gli ostaggi. La trattativa quindi va avanti. La nave e tutti gli altri passeggeri sono salvi, mentre i quattro terroristi. più due rappresentanti dell'Olp, Abu Abbas e Hani El Hassani, salgono su un aereo egiziano. Sono accompagnati da un ambasciatore e da uomini dei servizi di sicurezza egiziani. L'aereo, un Boeing 737 parte dall'aeroporto del Cairo alle 23 e 15, destinazione Tunisia come contemplato dalla trattativa.
A quel punto scatta il piano americano suggerito a Reagan dai consiglieri Robert McFarlane e Oliver North ( il famoso colonnello dell'Iran-gate). Dalla portaerei americana Saratoga decollano quattro F14 Tomcat che intercettano l'aereo egiziano sopra Malta e gli intimano di seguirli. Tentano un atterraggio in Tunisia, che a questo punto rifiuta; in Grecia, che rifiuta; e anche in Israele, che pure rifiuta. La decisione è a questo punto di puntare su 
Sigonella che da due anni ospitava gli euromissili Cruise della Nato.
Craxi a questo punto viene contattato da un altro consigliere americano, Michael Ledeen. Il presidente del Consiglio italiano chiede perché gli aerei americani vogliono atterrare a Sigonella e chiede perché di questa operazione del governo americano non è stato informato. Alla fine Craxi acconsente all'atterraggio, ma dice subito che la gestione dei terroristi e dell'altro personaggio a bordo sarà gestita autonomamente dalle forze armate italiane e dalle autorità italiane. E' un autentico schiaffo alla linea americana, allo stesso presidente Ronald Reagan, ma non fa una piega nell'ambito del diritto internazionale  e neppure della sovranità nazionale pur nell'ambito di una coalizione e di un'alleanza militare.
A questo punto avviene una scena irreale. Atterra l'aereo egiziano e poi, a luci spente, due C141 Lockheed della Delta Force americana.. Gli italiani della Vam (Vigilanza aeronautica militare) e 20 carabinieri italiani circondano l'aereo egiziano. Subito dopo arrivano gli uomini della Delta Force e circondano i  nostri militari chiedendo la richiesta del personale a bordo dell'aereo egiziano. Nel giro di pochi minuti, tra consultazioni rabbiose e concitate,  altri militari italiani, avieri e carabinieri circondano gli uomini della Delta Force. Sono minuti di tensione altissima, ma alla fine, come era nel loro diritto e come era stabilito nella trattativa, gli italiani prendono in consegna i terroristi e fanno decollare gli emissari egiziani e Abu Abbas verso Ciampino. 


COMMENTI
24/03/2011 - da quel giorno (francesco taddei)

gli americani sono un popolo che non dimentica il loro passato, a differenza di noi italiani. e loro sigonella non l'hanno mai dimenticato. noi invece che abbiamo agito da nazione sovrana lo abbiamo scordato.