BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

LIBIA/ 2. Quando Craxi salvò Gheddafi dall'attacco degli americani

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Ancora una volta l'aereo egiziano sarà oggetto di un intercettazione di un Tomcat, Ma la vicenda finisce come doveva finire, con la gestione italiana della sua base, della sua linea di trattativa e dei suoi sacrosanti diritti nazionali. I quattro terroristi saranno giudicati in due processi a Genova e il maggior responsabile, il killer di Klinghoffer si beccherà l'ergastolo.
Se si eccettua la posizione ultra-atlantista di Giovanni Spadolini, tutto il governo da Craxi, ad Andreotti, al ministro della Giustizia Mino Martinazzoli ( che aveva voce in capitolo per l'arresto dei sequestratori dell'"Achille Lauro e il via libera al mediatore Abu Abbas) lavorò in piena sintonia.
E' paragonabile quell'atteggiamento fermo e determinato a quello dei "dilettanti allo sbaraglio" della cosiddetta Seconda Repubblica  di fronte ai "willers" che, dopo aver contestato la stessa Nato, prescindono da ogni diritto nazionale ? Diciamo pure che siamo al grottesco, ascoltando i dibattiti nella aule in Parlamento.
Aggiungiamo anche due considerazioni di carattere politico internazionale che sembrano dimenticate in questi tempi. Il 14 aprile 1986 gli americani decisero di bombardare la Libia e Craxi cercò di opporsi. Quando vide che gli americani non desistevano, il presidente del Consiglio avvisò Gheddafi perché si salvasse. Quale era lo scopo ? Di carattere squisitamente politico: evitare un'esplosione di instabilità in un Paese islamico che sta di fronte all'Italia. Sembra, oggi, un problema che non ci riguarda.
Seconda considerazione. nel novembre del 1987, il presidente della Tunisia, Habib Borghiba, dava segni di senescenza fisica e mentale. La diplomazia francese si inserì in un gioco che voleva "teleguidare" un candidato "filofrancese" alla guida della Tunisia. Ventiquattro ore prima di questa mossa, ci fu un colpo di Stato incruento che portò ben Alì al posto di Bourghiba, bruciando il candidato di Parigi. E l'Italia diede subito l'appoggio  a Ben Alì. Per la stabilità nel Magreb. Leggere, per informazioni, le memorie dell'ammiraglio Fulvio Martini, allora capo del Sismi. Chissà se in Italia c'è ancora qualcuno che pensa a queste cose.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
24/03/2011 - da quel giorno (francesco taddei)

gli americani sono un popolo che non dimentica il loro passato, a differenza di noi italiani. e loro sigonella non l'hanno mai dimenticato. noi invece che abbiamo agito da nazione sovrana lo abbiamo scordato.