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Politica

LIBIA/ 1. Ecco perchè la sinistra ha "bruciato" la bandiera della Pace

C'è una sinistra a favore dell’intervento in Libia e un'altra sinistra, guidata da Nichi Vendola, che vuole che le armi tacciano. Sinistra e pacifismo nell'analisi di PEPPINO CALDAROLA

Sinistra e pacifismo (Imagoeconomica)Sinistra e pacifismo (Imagoeconomica)

La sinistra nella sua parte maggioritaria è a favore dell’intervento in Libia. Un’altra area, di cui ha preso la guida Nichi Vendola, ha chiesto invece che le armi tacciano e si faccia sentire la diplomazia. Questa volta però le due anime della sinistra non si stanno demonizzando a vicenda come accadde con la guerra antiserba. Quello che i pacifisti non possono negare è che l’intervento ha fermato l’assalto di Gheddafi a Bengasi e il probabile massacro che ne sarebbe derivato. Tuttavia c’è un’area della sinistra che non ama sentir parlare di uso della forza anche se non ha risposte di fronte ai massacri dei dittatori e alle emergenze umanitarie. La sinistra riformista ha invece da tempo rotto il tabù sulle operazioni di polizia internazionale. In un caso, la già ricordata guerra antiserba, si trovò addirittura a condurre l’azione militare con un proprio governo e un proprio leader.

In effetti il pacifismo non si può dire che sia una cosa di sinistra. In esso confluiscono culture diverse impregnate da spirito umanitario e dall’idea che il dialogo, anche con il peggior dittatore, sia preferibile all’uso delle armi. C’è nel mondo pacifista moderno una preponderante parte cristiana e in essa confluiscono diversi filoni della sinistra. Fra questi vi sono coloro che leggono il pacifismo in chiave antioccidentale e antiamericana.

Non si può viceversa dire che il pacifismo sia nel Dna della sinistra. I grandi partiti e movimenti di sinistra hanno inneggiato a rivoluzioni violente, soprattutto antiamericane. Solo tardivamente Fausto Bertinotti assorbì la tematica della non  violenza fra le culture che avrebbero dovuto rifondare il comunismo. Il filone socialista invece si è sempre diviso sugli interventi militari, ad esempio in Italia, ma le posizioni spesso non hanno rivestito carattere di principio.