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IL CASO/ Sansonetti: caro Pd, se vuoi tornare a vincere salva Tedesco

Il senatore Alberto Tedesco (Imagoeconomica) Il senatore Alberto Tedesco (Imagoeconomica)


Non c’è dubbio che il giustizialismo abbia travolto il campo della sinistra, relegata nei fatti al ruolo di comprimario del Gruppo De Benedetti. La linea la dà Repubblica, e ora anche il Fatto e così la piaga si è ormai allargata alla base. Penso che tutto ciò sia figlio di un residuo stalinismo: la questione essenziale resta infatti la presa del potere, da realizzarsi grazie a un’entità esterna alla politica, un deus ex machina che risolva i conti e abbatta l’avversario.
Fatte queste premesse, resto convinto del fatto che questo Paese senza sinistra è destinato a decadere, la sinistra tornerà però a vivere solo se vincerà il giustizialismo. Iniziamo questa lunga marcia partendo proprio dal “caso Tedesco”? Forse non è il caso più brillante, ma resta comunque un passo necessario.

Le dimissioni provvidenziali dell’ex ministro De Castro che hanno liberato il posto all’assessore, primo dei non eletti al Senato, hanno dato l’idea di un salvataggio in extremis. Il Pd non rischia di giocarsi la faccia con questa vicenda?

Se iniziamo a farci un problema di eleganza e buone maniere forse è meglio che chiudiamo il Parlamento. Detto questo, l’editoriale di Nicola Porro su Il Giornale di ieri mi sembra che centri il punto: giusto indagare senza sconti sul malaffare, assurdo concedere ai giudici la carcerazione preventiva del senatore Tedesco. Argomento che, tra l’altro, merita una riflessione a parte.

Prego.

Le nostre carceri sono piene di gente non ancora condannata e, anche per questo, il sovraffollamento ha raggiunto dei livelli indegni per un Paese civile. Anche su questo destra e sinistra dovrebbero dimostrare maggiore coerenza: la carcerazione preventiva è sbagliata sia quando colpisce i politici, sia quando si accanisce sui ragazzini sorpresi con uno spinello in più. Andrebbe limitata ai casi più gravi, anche se l’inasprimento delle pene sembra dare più risultati a livello elettorale.

Le cito nuovamente Velardi: “i pm entrano in politica”, “De Magistris ha fatto cadere un governo e si è fatto eleggere a Strasburgo”. Domani potrebbe fare addirittura il sindaco di Napoli…


COMMENTI
04/03/2011 - Non sfuggire ai processi. (Giuseppe Crippa)

Trovo sempre interessante leggere i ragionamenti di Sansonetti, a maggior ragione quando maieuticamente dipanati da Carlo Melato, ma molto raramente sono d’accordo con lui. Mi ritrovo invece totalmente nell’osservazione di Marco Ferri: basta con una politica autoreferenziale, fatta da privilegiati per privilegiati! Chiunque venga accusato si sottoponga a processi che siano giusti (e ci mancherebbe!) e veloci (ma senza prescrizioni). Però nell’attesa nessuna dimissione: vale la presunzione di innocenza. Colgo l’occasione per esternare i sensi della mia stima e della mia simpatia ad Oscar Giannino, che mi rammarico di non leggere da tempo su questo giornale, che ho appreso oggi essere indagato per un reato simile a quello addebitato a Tedesco (turbativa d’asta). Coraggio, caro Giannino, tenga duro: ne uscirà splendidamente!

 
03/03/2011 - la casta (marco ferri)

il ragionamento fila, ma la gente comune è stanca dei privilegi della politica. Perchè le prigioni scoppiano di povera gente a cui non si fanno i processi, mentre ai politici a processo non ci vanno mai. Si facciano leggi che garantiscano processi equi e veloci e i politici indagati, si dimettano e vengano processati, vengano anche introdotte norme sugli abusi dei giudici. uniper garantismo non fa che accrescere il giustizialismo e una avversione per la politica e i politici.