BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SCENARIO/ Formigoni: la comunità internazionale intervenga contro la Francia

Sarkozy, in prima linea nell'intervento militare in Libia (Imagoeconomica) Sarkozy, in prima linea nell'intervento militare in Libia (Imagoeconomica)


Il ministro Maroni ha ipotizzato un massimo teorico di 50.000 profughi e ha proposto come criterio per la divisione dello sforzo la popolazione delle regioni. La mia proposta è quella di tenere conto anche di quanti stranieri sono già presenti nei vari territori e dell’indice di affollamento delle città. Non lo dico per tirarmi indietro, ma è giusto sottolineare che la Lombardia ha il 16% della popolazione nazionale e accoglie già il 23% degli stranieri. Sono comunque convinto che si possa trovare una soluzione, un giusto mix tra le proposte del ministro e quelle a cui ho appena accennato. Potremo discuterne già nell’incontro di oggi, quando, tra le altre cose, ci verranno comunicati i siti scelti dalle Prefetture.   

Ad ogni modo, Maroni ha annunciato “azioni di imperio” nei confronti delle Regioni che non collaboreranno?

La sua dichiarazione non mi ha scandalizzato. Con la buona volontà di tutti si potrà evitare, anche perché senza un accordo con il territorio non si va lontano. Questo vale anche per me nel rapporto con i sindaci e i presidenti di provincia lombardi.

Davanti a questa situazione si sente la mancanza dell’aiuto della Comunità europea?

È triste ammetterlo, ma è così. Mi sarei aspettato una solidarietà internazionale immediata. D’altronde, questi profughi non vengono in Italia, vengono in Europa, ed è impensabile che il Vecchio Continente non se ne faccia carico. Le dichiarazioni che ho letto in questi giorni inducono a essere pessimisti, ma mi auguro un soprassalto di responsabilità. Se non ci sarà rischiamo di minare seriamente le basi stesse della convivenza europea.

(Carlo Melato)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
30/03/2011 - concordo pienamente (attilio sangiani)

concordo con Formigoni ed anche con il commento che mi precede

 
30/03/2011 - Vogliamo un'Europa dei popoli e delle culture (Achille Cilea)

Se “l’Europa finanziaria” sta dimostrando di essere utile realtà,ben diversa riflessione va fatta con riferimento alla “unità europea” realizzata: l’Europa dei popoli sembra diventata una scommessa (nominale),il preambolo di un ideale protocollo per sognatori. Tale amara conclusione è convalidata dalla crisi libica,con la manifestata complessiva indifferenza degli stati (specie quelli ricchi) e l’emergere di un atteggiamento egemone da parte di Francia ed Inghilterra che hanno spinto verso l’opzione bellica nella prospettiva di far guadagni sulla pelle dei profughi con un cinismo ben lontano dalle regole solidaristiche.In tale circostanza l’Europa dei mercanti e dei diritti declamati mostra il suo vero volto:il cinismo e l’egoismo di cittadini che non vogliono arretrare dalla soglia di benessere conquistato. L’esclusione del riferimento alle radici cristiane dell’Europa dal “Preambolo della Carta Costituzionale”,evidentemente era avvertito come necessario per rendere meno gravosa l’indifferenza e più facile l’esercizio degli affari propri. Achille CILEA