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Politica

LIBIA/ Frattini: vi spiego cosa farà l'Italia per fermare la guerra

I lavori della Conferenza di Londra sulla Libia (Foto Ansa)I lavori della Conferenza di Londra sulla Libia (Foto Ansa)

Il principio di fondo che anima la comunità euro-atlantica è sempre lo stesso: favorire transizioni pacifiche e ordinate verso nuovi assetti democratici rispondenti alle legittime aspirazioni di partecipazione politica e promozione sociale espresse dai popoli della regione. Purtroppo Gheddafi ha deciso di sparare contro il suo popolo, e la Comunità Internazionale non poteva restare inerte. E, visto che Lei cita la Francia, tengo a sottolineare che a Londra il mio omologo Juppé è stato correttissimo e molto costruttivo, accettando la costituzione del Gruppo di Contatto e condividendo che non sia sovrapposto al comando della Nato.

Il conflitto in Libia è un’occasione per ridefinire le posizioni di forza tra i Paesi occidentali. A quale ruolo ambisce l’Italia?

Le rispondo con una domanda: il perseguimento degli egoismi nazionali ha mai costruito pace e prosperità? No, guardi, abbiamo tutti, non solo l’Italia, imparato che l’unica strada da seguire è quella dell’integrazione e della cooperazione. Vogliamo che ad affacciarsi sul Mediterraneo sia non un’Italia più forte contro qualcun altro, ma un’Europa più forte, perché più consapevole di sé e più aperta verso la sponda Sud, che merita altrettanta attenzione e risorse di quelle dedicate ai popoli a Est dell’Unione.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
01/04/2011 - OMOLOGAZIONE, PRESUNZIONE E CINISMO DELL'EUROPA (Vittorio Brambilla di Civesio)

Le bombe "umanitarie" sulla Libia sono state una cosa assolutamente irragionevole, che non serve a niente, ma hanno solo peggiorato la situazione. Fino a pochi mesi fa con Gheddafi tutti firmavano patti e contratti d'amicizia, ora si vuole eliminare quello con cui hai firmato: che ipocrisia!L'Italia di punto in bianco spazza via tutto: 40 anni di politica estera in Libia. Basta vedere gli ESITI per un GIUDIZIO: prima importavamo il 24% di petrolio e il 14% di gas e avevamo più di 100 imprese presenti, ora più niente, terra bruciata e guerra invece fra le nostre regioni per accogliere i profughi che ci manda Sarkozy,mantenuti dai contribuenti italiani: direi che per l'Italia è una disfatta totale, anzi Francia e GB in testa stanno scaricando sull'Italia tutte le conseguenze economiche e migratorie per danneggiarci (a loro dava fastidio il successo di Tremonti). Craxi e Andreotti erano stati molto più energici e si erano opposti anche agli USA con successo. Pertanto:1) niente più armi agli"insorti" dei vari Islam fondamentalisti che poi le rivoltano contro l'Italia e niente 007 USA,GB,FR: tali interventi militari sono in TOTALE CONTRASTO con la RISOLUZIONE ONU; 2)immediato cessate il fuoco e mediazione con Gheddafi ma NON A PAROLE ma andando di persona a Tripoli. E il Vescovo di Tripoli ha molto da insegnare a tutti! A tutti i presuntuosi europei che vogliono risolvere da soli prescindendo dalla conoscenza e dalla reltà dei luoghi. La corsa alla guerra è per il petrolio!

 
31/03/2011 - memoria (francesco scifo)

Tra le soluzioni proposte dal presidente americano Obama c'è quella di fornire armi a chi si rivolta contro il Governo Libico(cosa che sicuramente già avviene). Mi pare che il Ministro nella sua intervista non chiarisca la posizione dell'Italia sul punto. Spero che qualcuno prima di fornire armi legga le interviste che stanno rilasciando i Fratelli Musulmani a proposito di come intendono gestire le "rivoluzioni" in corso in Nord Africa. La storia recente afgana spiega bene contro chi vengono poi rivolte tali armi, forse il Dipartimento di Stato lo ha già dimenticato, vediamo di non scordarlo anche noi. Sarebbe bene invece che l'Italia spingesse per un cessate il fuoco immediato, con eventuale interposizione di caschi blu dell'Unione Africana e interventi umanitari. Nessuno si chiede perchè la Germania sia rimasta neutrale pur essendo nella Nato, perchè non facciamo questa domanda al Ministro Frattini?

RISPOSTA:

Gentile lettore, la ringrazio per il suo interessante commento. Se va a pagina 2 dell'intervista al ministro Frattini, può trovare la seguente domanda (con relativa risposta): "Come valuta la posizione della Germania? E perché l’Italia non ha potuto tenere la stessa linea?" Pietro Vernizzi