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Politica

SCENARIO/ 2. Quelle due debolezze che rafforzano l’asse Bossi-Berlusconi

I due leader della maggioranza sanno che andare al voto ora sarebbe rischioso, per questo serrano le fila, a partire, spiega MARCO ALFIERI, da due debolezze

Silvio Berlusconi e Umberto Bossi (Foto Ansa)Silvio Berlusconi e Umberto Bossi (Foto Ansa)

Il copione in apparenza è il solito. All’improvviso si alza qualche peones dai banchi del Parlamento per proporre una leggina su misura per il Cavaliere. Spesso le truppe di Silvio diventano più realiste del re, fanno a gara per salvare il Capo. A quel punto Berlusconi, sempre da copione, dice di non saperne nulla, ma intanto si è saggiato il terreno.

Eppure quel che è successo ieri con la proposta di “prescrizione breve” avanzata dall’onorevole Pdl Vitali (un testo in cui si vorrebbero concedere le attenuanti generiche a tutti gli imputati ultra 65enni o incensurati), cioè la tipica leggina salva Berlusconi tagliata come un abito Caraceni sulla sagoma del premier, potrebbe in realtà sfuggire il solito clichè. Nicolò Ghedini, per dire, non si è limitato a traccheggiare o smentire a mezza bocca come altre volte, ma si è proprio infuriato con il povero Vitali.

La mossa, infatti, rischia di regalare argomenti all’opposizione, incrinare l’armistizio siglato con Umberto Bossi, e soprattutto di scontrarsi con la proposta maestra a cui sta lavorando il tandem ufficiale degli avvocati del premier, appunto Ghedini-Longo: un testo sulla prescrizione breve da incardinare nella più organica riforma della giustizia che arriverà in Consiglio dei ministri settimana prossima. A sua volta gamba importante di un più generale tentativo (vedi la riforma elettorale allo studio e la cosiddetta frustata economica) di rilancio dell’azione dell’esecutivo in panne.

Insomma, un incidente da evitare in una congiuntura in cui la morsa che inchioda il premier nel bunker di Arcore sembrerebbe allentarsi. Un po’ di campagna acquisti tra le fila di Gianfranco Fini, infatti, è andata a segno. Dopo alcune tentazioni terziste lo stesso Bossi sembra tornato all’ovile, convinto nonostante tutto e “almeno per ora”, a proseguire l’alleanza con l’amico Silvio, fino a spingersi alla proroga di quattro mesi per l’approvazione del federalismo. Un piccolo gesto di fiducia sul futuro della legislatura.