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Politica

SCENARIO/ Se la Lega "regala" immigrati a Malpensa per vincere le elezioni

Umberto Bossi e Roberto Maroni (Imagoeconomica)Umberto Bossi e Roberto Maroni (Imagoeconomica)

Se la crisi dovesse incancrenirsi, se gli sbarchi diventassero un esodo biblico, potrà soffiare sul fuoco del “padroni a casa nostra”, raccogliendo messe di voti in Padania e non solo, e lucrando a quel punto sulla figuraccia del Cavaliere, sconfessato nel suo miracolismo di cartapesta: “Lampedusa libera in 48-60 ore”. Se invece le cose dovessero mettersi bene e l’emergenza rientrare, i Lumbard avrebbero buon gioco a portare in piazza l’effigie di Bobo Maroni, il ministro risolutore, colui che ha gestito con fermezza e pragmatismo l’emergenza nordafricana. “In ogni caso, uno di noi, uno della Lega...”.
Certo fa specie immaginare che uno dei siti dove “scaricare” un po’ di profughi spostati da Lampedusa possa trovarsi, da indiscrezioni, nel comune di Lonate Pozzolo, Lombardia, a due passi da Malpensa, altro simbolo di battaglia leghista. Nel 2008, sulla desertificazione dell’hub di tutte le Padanie, Bossi ci costruì un bel pezzo di campagna elettorale. Lo stesso capogruppo a Montecitorio, Marco Reguzzoni, che è di Busto Arsizio, motivò le proprie dimissioni da presidente della provincia di Varese e il suo approdo in Parlamento con la necessità di difendere Malpensa e i posti di lavoro dalla fuga di Alitalia voluta dalla sinistra. Tre anni dopo, sempre lì nei paraggi, potrebbe esserci  nuovamente materia esplosiva per farsi una bella campagna elettorale. Non più aerei ma carrette del mare, questa volta. A danno del centrosinistra, e dell’alleato rivale Silvio Berlusconi...

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