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Politica

PROCESSO MEDIASET/ Pamparana: il falso pudore di un Tribunale a telecamere spente

Il Palazzo di Giustizia di Milano torna oggi al centro dell’attenzione mediatica per la ripresa del cosiddetto processo Mediaset. Il commento di ANDREA PAMPARANA

Foto: ImagoeconomicaFoto: Imagoeconomica

Oggi ancora una volta il Palazzo di Giustizia di Milano sarà al centro dell’attenzione mediatica per la ripresa del cosiddetto processo Mediaset, che vede di nuovo imputato Silvio Berlusconi per presunti fondi neri dalla compravendita di diritti cinematografici e televisivi con compagnie statunitensi, tramite quello che il pm Fabio De Pasquale ha definito il “socio occulto” del premier, Frank Agrama. Sarà presente in aula lo stesso Berlusconi, per una udienza che vedrà alcuni testi di difesa ascoltati dal Tribunale.
Qui però non mi interessa entrare nel dettaglio delle questioni di procedura, delle inevitabili schermaglie, delle eventuali dichiarazioni del Presidente del Consiglio, se vorrà farne spontaneamente in apertura di udienza. Presumibile il solito gruppo di aficionados di Berlusconi con coccarde azzurre e gazebo, contestati dall’altrettanto solito gruppetto di avversari racimolati tra il popolo viola e qualche studente nullafacente.
Lasciamo le descrizioni di colore alle sopraffine penne da prima linea che quotidiani altolocati inviano per l’occasione, spesso così ignoranti sulle questioni di giustizia da scrivere reportage che sfiorano poi la involontaria comicità.


COMMENTI
13/04/2011 - Chi di gallina nasce conviene che razzoli (celestino ferraro)

Le carceri italiane scoppiano d’infelici accatastati gli uni sugli altri – queste carceri potrebbero rappresentare una risorsa per immagazzinare le tonnellate di “munnezza napoletana” – ; i processi giacciono a milioni, inevasi; la giustizia vacilla sotto l’onta delle prescrizioni procedurali. Ma “Il Processo Breve”, quello che dovrebbe tutelare Silvio Berlusconi dalle fauci della magistratura rossa, quello è la pietra dello scandalo. Quello spinge Bersani, e i suoi lanzichenecchi, agli sbraiti e a sceneggiare, irremovibili, indignati, furenti, esagitati, ridicoli, commoventi, plateali (leggono la Costituzione a paragrafi memorabili), il filibustering parlamentare contro l’amnistia mimetizzata che metterebbe knock out migliaia di processi cancellati dal Dl pro Cavaliere. Anche Casini – il sagace e volpino Pierferdi – fa coro con il popolo “Viola” che dimostrerà oggi pomeriggio, dinanzi Montecitorio, contro la legge “ad personam” necessaria a Berlusconi Silvio per toglierlo dalle grinfie della magistratura rossa. Nessuno si rammenta della pagina nera (oscena) del 41bis cancellato dal ministro Conso (governo Ciampi), per centinaia di mafiosi amnistiati del carcere duro per arrogante scelta autocratica. Non un solo paragrafo della Costituzione fu letto in Aula a dimostrazione del dissenso di quella maggioranza, arbitrariamente coartata del diritto di opporsi a quella superamnistia. Non era la giustizia, allora, quella che subiva la prevaricazione indecorosa?

 
11/04/2011 - E se invece fosse un favore? (Giuseppe Crippa)

Concordo totalmente con Andrea Pamparana sul fatto che il divieto assoluto di ingresso nell’aula di telecamere e fotografi sia ingiustificato. Non credo però che tale divieto sia un atto d’imperio della Procura Generale ma che sia stato concordato con le parti: non mi spiegherei altrimenti il silenzio degli imputati se essi si sentissero privati del diritto di mostrare pubblicamente come si difendono. Non è che invece abbiano ritenuto preferibile non mostrare pubblicamente che in quell’aula saranno tenuti a comportarsi come deve ogni imputato, e cioè parlare solo se interrogati, non permettersi giudizi non pertinenti su giudici e pubblici ministeri ma attenersi alla materia oggetto del dibattimento? In conclusione: vedo questo divieto come una grande (e non dovuta) forma di cortesia, che personalmente non mi dispiace, verso un imputato eccellente e non il contrario come ipotizza Pamparana.

 
11/04/2011 - 1. Ciak, si gira ! (Gaspare Supremo)

Lo spettacolo continua, come giustamente si addice al primo attore protagonista, degno dell’Oscar. Le scene sono state approntate per l’occasione, il palcoscenico è pronto per la farsa ! Per contro sono fuori tutte le telecamere e i mezzi di comunicazione! I gazebo sono stati allestiti nell’aula del Tribunale di Milano, come un vestito di rappresentazione degno della migliore Fiction Mediaset. L’Italia a differenza dei Paesi civili USA compresi, si differenzia anche in questo, anche nelle ( decisioni ) del Procuratore capo Brutti Liberati colluso nella coreografia di questo show - farsa !