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Politica

PROCESSO BREVE/ Ecco perché serve un'immunità "alla francese"

Il nodo giustizia torna in Aula (Ansa)Il nodo giustizia torna in Aula (Ansa)


Siamo realisti: la maggioranza non può perdere la sfida della prescrizione breve perché vorrebbe dire che la compagine, già sfibrata da mille tensioni, è entrata in decomposizione. Ma l’obiettivo doveva e dovrà essere, quanto prima possibile, un altro: una legge, al riparo della falce della Corte costituzionale,  che ripristini una robusta immunità per le alte cariche dello Stato.

Il batti e ribatti logora tutti. E non si riuscirà a trovare in altro modo un punto di equilibrio fra le diverse autorità dello Stato in perenne conflitto. Ci vuole un’immunità alla francese, con Chirac processato quando non è più l’inquilino dell’Eliseo. Un’immunità ci avrebbe preservato dallo spettacolo avvilente di processi che si svolgono un giorno sì e l’altro pure per la gioia dei cronisti stranieri che sguazzano nelle accuse più torbide che in patria, fossero rivolte ai loro premier - che so, un Cameron - dovrebbero raccontare, anzi balbettare (almeno all’inizio) dal buco della serratura di regole rigidissime che proteggono le istituzioni.

Speriamo che al più presto si rimetta mano a una legge sull’immunità. E speriamo - sperare due volte è da ingenui, ma pazienza - che la famosa, attesa e necessaria riforma costituzionale cominci la sua navigazione fra gli scogli del Parlamento. Quella riforma darebbe valore aggiunto all’epoca berlusconiana. Le altre leggi sono solo cerotti, talvolta applicati pure male, che non risolvono i problemi. Leggi che servono solo ad andare avanti. Ma è troppo tempo che si pensa solo a tirare avanti.

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