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PROCESSO BREVE/ L’esperto: non è una norma ad personam, ma una legge inutile

La Camera dei deputati La Camera dei deputati

Il testo originario incideva sulla struttura del Codice penale, prevedendo ipotesi di estinzione del processo per violazione dei termini di durata ragionevole. Partiti quindi da un’ipotesi eclatante, ci si riduce a una normetta. Questo modo di procedere sui temi della giustizia da parte della maggioranza denota una forte debolezza. Debolezza nei confronti dell’opinione pubblica, perché non sa spiegare Alla fine ci troviamo di fronte a una difficoltà di fondo nel comprendere come si governa la giustizia.

Ma c’era davvero bisogno di intervenire sulla durata della prescrizione?

Il problema della prescrizione è collegato naturalmente alla struttura di un processo degno di un Paese civile. Non si può tenere una persona sotto il tallone della giustizia per anni e anni. L’articolo 157 del Codice penale fissa dei termini di prescrizione che sono lunghissimi, di gran lunga superiori alla pena massima prevista per il reato di cui si è imputati. Io posso non essere condannato, ma intanto subisco l’azione della magistratura per un numero di anni superiore alla pena massima per quell’imputazione. Questo non è in linea con i principi di civiltà e di uno Stato di diritto. Negli Usa una cosa del genere non sarebbe possibile. In Italia invece deteniamo le persone in attesa di giudizio e poi dopo anni e anni scopriamo che non abbiamo prove sufficienti per condannarle, o che addirittura non sono da condannare.

Ma quali sono le ricadute della prescrizione breve per i cittadini, e in particolare per le stragi di Viareggio e della scuola dell’Aquila?

Le ricadute sono minime, siamo di fronte a un’indicazione che non altera i termini di prescrizione del Codice penale, ma ordina che non possano essere aumentati per più di un sesto. Un sesto vuol dire, con una prescrizione ventennale, altri quattro anni: se uno per un quarto di secolo non è condannato, di quanto tempo ancora ha bisogno lo Stato per decidere se una persona è colpevole o innocente? Quando parliamo di queste cose, dobbiamo ricordarci che un processo implica l’esercizio della forza assoluta dello Stato sull’individuo. Non stiamo parlando né di persone che si sono macchiate di atti rivoluzionari, né di sommovimenti di massa, ma dell’individuo solo dinanzi al potere assoluto dello Stato.

In che senso?


COMMENTI
14/04/2011 - BENIGNI & MALIGNI (celestino ferraro)

Il solito Benigni, a Torino, fa scempio di Dante e lo brandisce come una clava per colpire l'eclettico Plutocrate. Non c'è da dolersi, ognuno usa la sua arte, la sua cultura come crede, non siamo mica degli Asor Rosa che auspicano il golpe per liberarsi dell'importuno Cavaliere. È soltanto umiliante usare Dante per dire qualcosa di interessante sulla politica nostrana: in 700 anni circa, è rimasta fissa al bordello fiorentino (Castiglion Fiorentino - Donna di province), lupanare osceno dove vagì e si trastullava Roberto già d'Assisi Poverello. Celestino Ferraro