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PROCESSO BREVE/ L’esperto: non è una norma ad personam, ma una legge inutile

Pubblicazione:giovedì 14 aprile 2011

La Camera dei deputati La Camera dei deputati

Una condizione di questo tipo è di grande disagio per l’uomo. Devono esserci degli elementi di garanzia, che nella civiltà del diritto sono collegati ai tempi del processo. Mentre che cosa fanno i magistrati? Ti indagano, dopo di che per anni l’indagato non può sapere nulla sull’inchiesta se non attraverso i giornali. E a volte i pm non lo interrogano nemmeno fino alla chiusura delle indagini. E’ un fatto normale? Io ritengo che anche le inchieste dei pm devono avere dati certi, altrimenti ci troviamo di fronte a una giustizia primitiva.

Che cosa ne pensa della proposta di introdurre anche in Italia l'immunità alla francese?

Sarebbe una soluzione positiva. La soluzione più semplice sarebbe ripristinare il vecchio articolo 68 sull’immunità parlamentare, dopo di che al momento del voto i cittadini decidono se un partito ne ha abusato oppure no. Il sistema francese è leggermente diverso, perché riguarda innanzitutto il presidente e soltanto per i reati comuni. Durante il mandato presidenziale, questi processi sono sospesi per riprendere subito dopo. Tanto è vero che in questo momento Chirac passa una parte del suo tempo a difendersi dalle accuse dei giudici, ma nel periodo in cui era presidente nessuno lo ha disturbato. E quando andò al ballottaggio con Le Pen, persino il giudice che lo inquisiva andò a votarlo. Questo per dire il paradosso di una democrazia matura rispetto alla nostra.

Ritiene che quella italiana non sia una democrazia matura?

Questo conflitto in Italia sta logorando il Paese non solo dal punto di vista politico e sociale, ma anche istituzionale. Vi è un annichilimento delle istituzioni. Da una parte vi è Berlusconi e dall’altra alcuni magistrati che lo attaccano, nel centro le istituzioni non hanno più un ruolo. Un’opposizione seria avrebbe un interesse a risolvere questo scontro, perché dovrebbe pensare a battere politicamente Berlusconi, sul piano del gioco politico, e non sperare che il problema della sconfitta di Berlusconi glielo risolvano i magistrati.

La nuova norma passerà il vaglio della Corte costituzionale?

Purtroppo quando parlo di annichilimento delle istituzioni non escludo neppure la Corte costituzionale, la quale ha smentito in passato anche la scelta del presidente della Repubblica di promulgare una legge, basandosi su una precedente sentenza della Corte stessa. Che la Consulta non sia un consesso neutrale deriva dal modo in cui è composta e dalla qualità dei suoi componenti. Berlusconi ha delle responsabilità, perché non sempre ha mandato alla Corte costituzionale personale di prim’ordine. Se avesse gestito in modo più oculato Parlamento e Corte costituzionale, tante questioni sarebbero state risolte in modo diverso.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
14/04/2011 - BENIGNI & MALIGNI (celestino ferraro)

Il solito Benigni, a Torino, fa scempio di Dante e lo brandisce come una clava per colpire l'eclettico Plutocrate. Non c'è da dolersi, ognuno usa la sua arte, la sua cultura come crede, non siamo mica degli Asor Rosa che auspicano il golpe per liberarsi dell'importuno Cavaliere. È soltanto umiliante usare Dante per dire qualcosa di interessante sulla politica nostrana: in 700 anni circa, è rimasta fissa al bordello fiorentino (Castiglion Fiorentino - Donna di province), lupanare osceno dove vagì e si trastullava Roberto già d'Assisi Poverello. Celestino Ferraro