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INCHIESTA/ Il post-Berlusconi è Tremonti o Alfano? Tra "balle" e smentite, alcuni spunti...

Pubblicazione:venerdì 15 aprile 2011

Continua la discussione sul dopo Berlusconi (Imagoeconomica) Continua la discussione sul dopo Berlusconi (Imagoeconomica)


E Tremonti? Potrà rientrare nella corsa alla leadership del centrodestra o si tratta proprio di una bocciatura? «A mio parere - dice Caldarola - lui gioca un’altra partita: è una sorta di riedizione di Giuliano Amato, un “uomo di Stato”, una figura che potrebbe essere designata da entrambi gli schieramenti e che non attende investiture di questo tipo».

«Se l’ipotesi Alfano dovesse davvero prendere corpo - sostiene invece Franchi - l’asse Lega-Tremonti non la prenderebbe di certo bene e non solo per la sicilianità dell’attuale ministro. Detto questo, il Carroccio non crede a una ricandidatura del Cavaliere nel 2013, ma i conti con il dopo Berlusconi deve ancora farli». Di “schiaffo” nei confronti del ministro dell’Economia parla invece Piero Sansonetti: «Mi sembra la vera ragione di questo annuncio. La scelta di Alfano è più simbolica che reale, e forse nemmeno Berlusconi la ritiene praticabile. Detto questo, al di là dei nomi, nell’era post-berlusconiana l’attuale rapporto Pdl-Lega non sarà riproducibile. Il partito di Bossi è ormai legato per la vita all’attuale Presidente del Consiglio: quando il Cavaliere passerà la mano il Carroccio è destinato a crollare, così come il centrodestra che abbiamo conosciuto in questi anni. Devo dire però che la cosa più positiva di questo annuncio mi sembra comunque il modello scelto: Alfano è uno dei politici più dialoganti e meno aggressivi dell’attuale centrodestra. In poche parole, l’anti-La Russa».

Anche secondo Mario Sechi l’uscita di scena di Berlusconi porterà inevitabilmente alla ristrutturazione profonda del centrodestra: «Non esistono successioni dinastiche nei partiti, soprattutto se ci riferiamo a quelli contemporanei, che sono propriamente dei “non-partiti”. Al di là di tutti i discorsi, il nuovo leader verrà scelto soltanto da chi nel ’94 volle Berlusconi premier, ovvero gli elettori. L’eventuale uscita di scena del Cavaliere Berlusconi, a mio parere non così vicina, chiuderebbe comunque la stagione di questo centrodestra e riporterebbe sul campo una serie di vecchi e nuovi competitor. Tra questi probabilmente nessuno avrà il carisma del Cavaliere. Uno di loro però ci si avvicina molto, anche se andrà testato a livello elettorale, ed è Luca Cordero di Montezemolo».

«Temo davvero che questo sia lo scenario più probabile - conclude Sansonetti -. La Terza Repubblica si aprirà con l’uscita di scena di Berlusconi e vedrà la discesa in campo del blocco politico-sociale che fa riferimento alla borghesia torinese e alla Fiat, il che comporterà uno spostamento a destra. La successione di Alfano rischia così di ridursi a una pia illusione: il Cavaliere infatti non può estendere la sua vittoria sul dopo perché senza di lui il centrodestra non esiste. Ecco perché il dopo, dal suo punto di vista, non può che essere una sconfitta».

(Carlo Melato)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
17/04/2011 - Spunti Interessanti (luisella martin)

Lasciare le ipotesi ad altri é stata una mossa giornalisticamente molto interessante. Anche i commenti, a questo punto, sono da meditare...Comincio a farlo riprendendo la storia della pelle dell'orso che ha evocato il lettore Attilio. Credo che i politici del PDL non sapessero cosa farsene della pelle dell'orso, pertanto hanno preferito giocare con l'orso piuttosto che catturarlo...Scrive il lettore Diego che é difficilmente comprensibile come Berlusconi venga difeso dai suoi anche quando qualcuno dovrebbe "sgridarlo"! Io penso che quasi tutti i fedelissimi si rendano conto di non avere nessuna chance nel dopo Berlusconi perché manca loro la stoffa del leader ed un politico deve averla, anche se fa il sindaco in un comune di 500 abitanti. Per questo non sanno affrontare la successione di Silvio e preferiscono farne un'icona. Se non fosse così in tanti anni e con tanto consenso qualche riforma vera l'avrebbero fatta! Suggerisco di riflettere ora approfittando del fatto che Fini ha già lasciato (e mai sia che voglia rialzare la testa una volta che Berlusconi si ritiri a vita privata). Meglio una guerra interna adesso che finire a fare la melina come nel PD. Una guerra leale,senza intercettazioni,senza ricatti, senza spie... Come quelle guerre che facciamo ogni giorno tutti verso il vicino di casa antipatico o il marito divorziato...

 
17/04/2011 - F7FN9 (Diego Perna)

Non riesco a immaginare un'Italia senza Berlusconi. Dice quel che dice, racconta barzellette, se la prende con la scuola e i magistrati, vede comunisti dappertutto, sono convinto che prima di andare a letto ci guarda sotto, magari uno di questi ci si è nascosto, conduce una vita notturna, che anche se a casa sua è quantomeno criticabile almeno per l'età, quando vede una donna gli occhi si soffermano non solo sugli occhi....però è sempre difeso dai suoi in modo difficilmente comprensibile anche per quelli che lo hanno votato.E' un fenomeno, viva Berlusconi!!

 
17/04/2011 - In attesa di nuovi contendenti (Giuseppe Crippa)

Interessante questo tour di Carlo Melato attraverso le ipotesi di successione a Berlusconi, ma ancor più attraverso le ipotesi dell’arrivo di nuovi contendenti sulla scena politica. Per esempio: Tutto quanto teme Sansonetti, uomo di sinistra d.o.c. come Asor Rosa, non può che essere considerato con interesse da chi, pur rispettandole, è diametralmente lontano dalle sue idee. Quello che Sansonetti definisce “blocco sociale che fa riferimento alla FIAT” altri non è che la classe media produttiva che ogni giorno nelle fabbriche e sui mercati compete con l’industria europea (tedesca in primis) e che, se delocalizza, è per servire i nuovi mercati e non per importare in Italia prodotti a costo ridotto. Probabilmente la figura che oggi otterrebbe più consenso è quella di Marchionne, ma anche una possibile candidatura Montezemolo, ovviamente senza l’appoggio del PD, merita di essere valutata con la massima attenzione.

 
15/04/2011 - troppo presto e dirompente (attilio sangiani)

penso sempre che sarebbe un errore per il centro-destra ed il Paese lo scatenersi di una lotta interna al polo di Berlusconi.Prima procurarsi l'orso ( riforme in discussione e "fine vita")poi disputarsene le spoglie.