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J’ACCUSE/ Pamparana: "l'idea" di Asor Rosa, figlia dell'ideologia che uccise Tobagi

ANDREA PAMPARANA racconta la propria esperienza della contestazione giovanile, quando capì l’imbroglio dei soloni. Ma sembra non sia cambiato molto da allora…

Foto: Ansa Foto: Ansa

Nel 1970 frequentavo il primo anno di liceo classico al Manzoni di Milano. Da sempre anticomunista ed antifascista, giovane socialista riformista, decisi di partecipare ad una manifestazione, una delle mille di quei caldi giorni, che si snodava da via Orazio, storica sede del liceo, fino alla piazza antistante l’ingresso dell’Università Cattolica, in largo Agostino Gemelli.

Lungo il percorso il corteo di studenti venne ad incrociarsi con una manifestazione dei metalmeccanici. Un operaio del Tecnomasio Italiano Brown Boveri, in tuta blu e con basco, amico e collega di mio padre, sindacalista della Uil metalmeccanici alla stessa TIBB, storica fabbrica metalmeccanica, mi riconobbe e mi apostrofò in dialetto milanese con una frase che qui riporto tradotta in italiano: “Ehi, pirla, che ci fai con questi borghesi? Va in classe e studia che tuo padre ne fa di sacrifici per mandarti a scuola”. La frase mi colpì, non tanto per il riferimento ai sacrifici di mio padre ( i giovani spesso se ne dimenticano, non facevo eccezione), quanto per il riferimento alla classe borghese, contrapposta in quel momento storico alla classe operaia.

Capii sulla mia pelle che la contestazione nelle scuole e nelle Università non aveva il consenso di quegli operai coi quali avremmo voluto identificarci. Quel mancato appoggio alle cosiddette élites intellettuali che fiancheggiavano le Br, negli anni successivi, quelli più oscuri del terrorismo, gli anni cosiddetti “di piombo”, salvò l’Italia dal disastro totale.


COMMENTI
17/04/2011 - LA MENZOGNA (Marco Molgora)

La menzogna sistematica nella interpretazione della realtà porta al disastro del paese. La situazione attuale, per lo stile di governo della maggioranza parlamentare, del bene comune è preoccupante; certe proposte di cambiamento sono senza fondamento ed ancora peggiori della situazione attuale (come quelle riferite nell'articolo). Come "cattolici", manteniamo libertà di giudizio, ovunque politicamente lavoriamo, non "abbaiamo" per il potente di turno.

 
15/04/2011 - Si addice la frase ad Asor Rosa. (claudia mazzola)

Hannah Arendt: “il suddito ideale del regime totalitario non è il nazista convinto o il comunista convinto, ma l’individuo per il quale la distinzione fra realtà e finzione, fra vero e falso non esiste più” .