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SCENARIO/ 1. Ostellino: e se fossero certi intellettuali e Pm il vero pericolo?

Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano (Imagoeconomica) Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano (Imagoeconomica)

Nel corso di una trasmissione televisiva, qualche sera fa, per rispondere alle tesi di uno degli ospiti che stava spiegando come l’abolizione dell’art. 68 della Costituzione avesse creato le condizioni per il conflitto tra sistema giudiziario e sistema legislativo ed esecutivo un giornalista ha obiettato: «Basterebbe non commettere reati!». Ma quel giornalista non sa che le leggi e le regole ci sono proprio perché esiste la possibilità di commettere reati? Perché nessuno ricorda più che l’immunità parlamentare era stata prevista dai padri costituenti per far sì che la magistratura potesse godere di piena autonomia, senza però poter interferire con la politica? Certo, se in questo Paese parlare di art. 68 significa “difendere i ladri” e definire “bizzarra” la proposta di Veltroni vuol dire difendere Berlusconi forse i pozzi sono già avvelenati...

Cosa ha pensato invece della proposta di Asor Rosa di una “prova di forza” dei Carabinieri che “congeli le Camere”, una sorta di “stato d’emergenza” che provi a restituire all’Italia la sua “profonda vocazione democratica”?

In questo caso ci troviamo davanti a un appello esplicito al golpe… Vede, sono tutti sintomi di una profonda intolleranza nei confronti della democrazia. Una parte minoritaria, ma cospicua, del Paese è infatti convinta che il “popolo bue” non capisca quali siano i propri interessi e che occorra quindi una minoranza illuminata, colta e onesta che sappia risolvere la situazione. È un’idea elitaria, totalitaria e antidemocratica del tutto inaccettabile e frutto di una concezione “azionistica” della politica.

E secondo lei, da dove si può ripartire?

Serve un’educazione civica, anche se ad averne bisogno sono soprattutto i media e gli intellettuali, e questo compito spetta ai giornali più responsabili. Lo stesso Corriere, nella situazione in cui ci troviamo, dovrebbe tornare a spiegare la democrazia liberale. Si riconosce alla sovranità popolare il diritto di esprimersi come crede e dopo le elezioni chi vince ha il diritto di governare, ovviamente all’interno di un quadro di garanzie e di limiti. Insomma, la democrazia è propria dell’uomo qualunque.

Si spieghi meglio.


COMMENTI
23/04/2011 - L'ossimoro democratico sotto il palindromo (celestino ferraro)

s. m. * (ling.) Figura retorica che consiste nel riunire in modo paradossale due termini contraddittori in una stessa espressione: ghiaccio bollente; con le braccia colme di nulla, / farò da guida alla felicità (UNGARETTI). AAR, l'emerito professore che la sinistra vezzeggia proditoriamente, ci offre un'interpretazione genuina della sua democrazia e vorrebbe che la trasferissimo a Palazzo Chigi per renderla partecipe delle fortune del popolo sovrano. Definire impudenza l'azzardo "profumato" sarebbe poco, ma non c'è di peggio (per il momento)sul mercato politico da poter reagalare agli amatori della libertà. Libertà a senso unico, cioè solo di quella parte che detiene il potere, gli altri? Tacere e soggiacere. Un po' come in Libia, in Tunisia, in Egitto, in Siria, con gli AAR cavallette insaziabili pei campi della democrazia.

 
21/04/2011 - I Gattopardi (celestino ferraro)

Non sono le difficoltà insite nell’azione di governo quelle che rendono difficile il compito di farlo, sono le beghe, che quotidianamente, il premier, deve affrontare per compattare la sua maggioranza, quelle che rendono faticosa l’ardua impresa. In ognuno di noi sovrasta il gene dei “Gattopardi”, quella specie non mai estinta che fa della politica riserva di caccia dei vari potentati. “Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore continueremo a crederci il sale della terra”. Resta sempre attuale l’assioma che il principe Tomasi di Lampedusa racconta al funzionario piemontese venuto appositamente in Sicilia ad offrirgli il laticlavio del Regno d’Italia; non tutti hanno la stessa forza di carattere dell’aristocratico Fabrizio, ultimo depositario di quell’antico blasone destinato a scomparire fra le brume della democrazia: egli lo rifiuta, e si schermisce adducendo motivi storici ormai in declino. Siamo alle solite, dopo Mussolini (o Giolitti?) che in un’intervista al giornalista tedesco Emilio Ludwing confidava che governare gl’italiano fosse inutile, anche Berlusconi si accinge a confessare il medesimo sconforto, e stigmatizza la sua maggioranza parolaia, individualista, anarchica, che si combatte fra lo stupore dei commensali. Memori di Guicciardini che già 500 anni fa aveva dato dell’Italia un quadro politico soffocato da particolarismi egoistici. In queste condizioni ..

 
19/04/2011 - Non si spara, ma la guerra civile è in atto.- (Carlo Martinelli)

Ormai tutti l'hanno capito, ma è bene ribadirlo, forse anche per quei pochi che non se ne sono accorti, che siamo all'atto finale d'uno scontro senza esclusione di colpi tra due concezioni inconciliabili di democrazia. Io sto con Berlusconi, perché il mio modo di intenderla è come il suo e non perché Berlusconi sia il mago che risolverà tutti i problemi. E perché son sicuro che all'interno della concezione avversa alla mia non c'è possibilità di progresso per l'Italia. Per come stanno le cose ritengo che non ci siano più spazi per "distinguo" e "sottigliezze". I Magistrati di sinistra stan "sparando ad alzo zero" sul Premier, non da ora, ma dalla beffarda, arrogante bocciatura del Lodo Alfano che pur aveva tenuto conto delle loro osservazioni. Intellettuali di sinistra stanno facendo la stessa cosa, legittimando e auspicando un "golpe" dell'esercito che destituisca il Premier, come nei Paesi latinoamericani. A questo punto ben venga anche una legge con foto e gruppo sanguigno di Berlusconi che gli consenta di governare sino a fine legislatura. Fosse anche colpevole di tutti i reati di cui è imputato e di più, in questo momento il Cavaliere difende un modo di concepire la democrazia che più si avvicina a una tradizione cristiana, laica e liberale, la mia. Ed è per questo che avrà il mio consenso nelle prossime elezioni amministrative, anche se i risultati del centrodestra al governo della mia città non son stati brillanti.

 
19/04/2011 - sentenze in nome di un popolo italiano irreale (LUCIANO VIGEVANO)

finalmente un'analisi seria fuori dal solito coro che pretende sempre di pontificare con spudorata faziosità. Ho grande rispetto per questo Presidente della Repubblica che anche se proveniente da una parte politica distante dalla mia mi fa comunque quasi sempre sentire pienamente rappresentato; in questa occasione però avrei preferito sentire anche una parola rivolta a quella magistratura innegabilmente e spudoratamente faziosa per ricordarle che le sentenze vengono emesse "nel nome" di quel "popolo italiano" che va alle urne e che si sente svilito dal comportamento delle istituzioni non solo quando questo comportamento è giudicato vergognoso da chi veste la maglietta di un certo colore, ma in troppe occasioni prova vergogna anche per i loro atteggiamenti e per certe loro sentenze che gridano vendetta dal comunissimo buon senso e che ciononostante non vengono ne sanzionate dal competente organo che comunque il Presidente della Repubblica "dovrebbe" presiedere, ma nemmeno criticate con un minimo di pudore razionale dal loro rappresentante che mai trova il coraggio di dire anche "pane al pane" prendendo troppe volte a schiaffi l'intelligenza che ci si dimentica esistere anche in quegli strati del popolo italiano che porta maglitte di diversi colori. Ci si scandalizza ogni volta che si parla di "ammodernare" la Costituzione, ma parimenti si fa finta di non ricordare che nella sua stesura era stato fatto ogni sforzo necessario ad evitare che la magistratura faceese politica.

 
19/04/2011 - la panacea (francesco scifo)

Non credo che con la eventuale caduta del Presidente Berlusconi possa cambiare la situazione generale. Il problema è più ampio ed è connesso al fatto che il sistema istituzionale ha fatto cortocircuito. Si è persa la consapevolezza che qualsiasi posizione di vantaggio non inerisce alla singola persona che pro tempore ricopre la carica, ma esclusivamente alla tutela di un pubblico interesse assoluto: la garanzia dell’indipendenza ed autonomia delle Camere, quali espressione diretta ed unica della volontà dei cittadini. Di fatto l'idea illuministica radicale della divisione dei poteri non è stata sostituita da altra teoria altrettanto valida.