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SCENARIO/ 2. Paragone: Berlusconi molli la giustizia e segua il "modello-Bossi"

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Silvio Berlusconi e Umberto Bossi (Ansa)  Silvio Berlusconi e Umberto Bossi (Ansa)

«Berlusconi a Milano si gioca tutto». Gianluigi Paragone ne è convinto: la partita che si combatte all’ombra della Madonnina ha una valenza nazionale ed esprime tutti i nodi irrisolti della politica italiana, a cominciare dai manifesti anti-pm e dal ritiro dalle liste (simbolico e tecnicamente impossibile) di Roberto Lassini. «D’altra parte - prosegue Paragone -, il racconto della Seconda Repubblica è iniziato qui, in una città che ha sempre anticipato i tempi della politica italiana. Qui il premier si candida capolista, in una stagione tormentata che vede la Procura di Milano ricoprire un ruolo d’opposizione quasi più importante di quello del centrosinistra. Ad ogni modo non ci sono dubbi: il Cavaliere ha ormai puntato tutte le sue fiches. Al suo posto però starei in guardia. L’elettorato è stanco, dopo 15 anni di discussioni sulla giustizia non vede ancora una riforma compiuta all’orizzonte e capisce che gli interventi strutturali sono stati sacrificati per questo motivo».

Qual è il suo giudizio sul “caso Lassini”? I giornali parlano di un Berlusconi isolato e amareggiato nel constatare che il partito, tranne i soliti falchi, abbia seguito senza indugi il Presidente Napolitano in una condanna che in realtà aveva lui come vero bersaglio.

Questa vicenda, a mio avviso, è il frutto avvelenato di una stagione molto delicata. C’è poi un equivoco di fondo: Berlusconi, lo sanno anche le pietre, ha un conto aperto con la magistratura, ma riesce a dargli un risvolto politico. Questo, in ogni caso, non autorizza altri esponenti a usare lo stesso tono del Cavaliere.
A parziale discolpa di Lassini, bisogna dirlo, c’è la sua vicenda personale di “vittima della giustizia italiana”. Quando però i due piani si sovrappongono cominciano i problemi anche perché scrivere “Via le Br dalle procure” non è soltanto uno strafalcione di grammatica politica, ma soprattutto un grave errore storico. Certe parole non si possono usare superficialmente come se fossero utili etichette per i cattivi. Quella terribile stagione infatti non è stata chiusa definitivamente e, ogni tanto, riemerge dal sottosuolo.

Il Presidente del Consiglio, secondo lei, è comunque determinato ad alzare il livello dello scontro?

Direi di sì. Se si inizia però una fuga solitaria poi non bisogna stupirsi di rimanere isolati. Quando infatti si obbliga il Parlamento, com’è accaduto, a varare leggi ad personam per difendersi da processi che si considerano, anche se giustamente, contra personam, alla fine uno non può che ritrovarsi solo. Quello della giustizia era un tema da affrontare in termini universali, dal punto di vista del cittadino.

Per ottenere le riforme che oggi mancano all’appello si sarebbe dovuto costruire un asse con il Quirinale?


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COMMENTI
24/04/2011 - numero dei parlamentari (attilio sangiani)

mi pare che Paragone abbia confuso il numero dei membri del Parlamento con quello dei membri del Governo. Per ridurre il primo occorre la modifica della Costituzione,già varata inutilmente nel quinquennio 2.001-2.006. I membri del Governo,invece,si possono variare con legge ordinaria o addirittura con Decreto. Il numero massimo è stato raggiunto dal Governo di Ermanno Prodi,mentre l'attuale Governo è tuttora molto al di sotto. Se poi Berlusconi avesse promosso il ricorso alle urne quando Fini si è messo con l'opposizione,sarebbe caduto in una trappola.... alla quale Napolitano non si sarebbe opposto....

 
24/04/2011 - Bruti Liberati (attilio sangiani)

Basterebbe navigare in internet cliccando sul nome di "Piero Pajardi" per leggere di cosa è stato capace l'attuale P.M. capo di Milano. In contrasto con F.S.Borrelli ( il che è tutto dire ),che poi lo ha preceduto come capo dei P.M. di Milano,ha perseguitato l'allora presidente della Corte d'Appello,con accuse infamanti,dalle quali Pajardi è stato poi assolto perchè senza fondamento.Però ne morì di "crepacuore". Pajardi era magistrato integerrimo e universalmente stimato,tranne che da Bruti Liberati della corrente più"sinistra" della magistratura politicizzata. Persino F.S.Borrelli scese in campo per difenderlo.Però Pajardi aveva un grave difetto: era uno tra i pochi magistrati che non nascondevano la loro coerenza di cattolici convinti; era docente di diritto fallimentare alla Università Cattolica del S.Cuore ed autore di volumi di spiritualità o di vite di Santi "politici",come S.Caterina da Siena. Berlusconi,per quanto ben diverso da Pajardi,è perseguitato perchè si è messo di traverso alla marcia trionfale della sinistra "gramsciana" verso il POTERE,avendo i P.M. distrutto i partiti non comunisti del C.A.F. e salvato il P.C.I. è la corrente "di base" della D.C.,sua alleata strategica. Cordialmente

 
21/04/2011 - commento a Paragone (Gianluigi Lonardi)

Io non credo che tacciare la magistratura di brigatismo sia uno "strafalcione politico", secondo me ci sono delle buone probabilità che sia proprio così. Cosa volevano le BR? rovesciare la democrazia per imporre il governo dei pochi. Secondo me la magistratura politicizzata sta tentando di fare la stessa cosa in danno della maggioranza dei votanti che evidentemente per loro conta poco. Prova ne sia che la corte costituzionale non ha tenuto conto del diritto della maggioranza di essere governati da persone da loro scelte posticipando un eventuale giudizio, ha invece imposto tempi atti ad ingolfare l'agenda del Presidente del Consiglio. Per di più ultimamente si è sentito un alto magistrato sostenere l'innadeguatezza morale e legale di questo governo. Senza contare quel sinistro signore che in televisione ha definito i leghisti, che non la pensano come lui, con il termine "untermenschen", Un'altro altrettanto sinistro invocare un colpo di stato per cambiare governo e via dicendo. Secondo me tutto quadra.