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Politica

SCENARIO/ 2. Paragone: Berlusconi molli la giustizia e segua il "modello-Bossi"

Silvio Berlusconi e Umberto Bossi (Ansa)Silvio Berlusconi e Umberto Bossi (Ansa)


In realtà Berlusconi aveva un altro disegno in mente. Forte del suo carisma personale, infatti, aveva iniziato un percorso che prescindeva dal Quirinale, scrivendo nei fatti una pagina importante di questo Paese in termini di costituzione materiale. L’obiettivo era il presidenzialismo, che poteva prendere poi diverse forme. Purtroppo siamo rimasti a metà del guado: da una parte abbiamo un carisma in fase calante, dall’altro una Costituzione immutata.

E come sta vivendo secondo lei la Lega Nord questo delicato momento della legislatura, sia a livello di dirigenza che di base?

La Lega continua a insistere sui suoi temi chiave: federalismo e immigrazione, quest’ultimo sia in termini di sicurezza che di difesa dell’identità. Tutto sommato, in questo modo il partito mantiene una certa solidità. In più la sua forza alle amministrative è risaputa, anche perché la sua scelta strategica fin dall’inizio è stata quella di puntare sulla maturazione di una classe dirigente locale. L’opposto di Berlusconi, che invece si è accollato il peso a livello centrale, certo di poter ridistribuire a cascata i frutti della sua leadership.
Tornando al voto milanese, di certo l’elettorato leghista è un po’ estraneo, se non “allergico”, al mondo di Letizia Moratti. La base leghista non è, come ha scritto frettolosamente qualcuno, il “proletariato del centrodestra”, ma di certo non c’è totale aderenza tra questi due mondi. Non penso comunque che il Pdl abbia qualcosa da temere su questo fronte: il patto con la Lega è solido e ancorato ad altro.

Dal voto del 15 maggio passa la sopravvivenza della legislatura? Il governo le sembra in grado di arrivare al 2013?

Le comunali sono un appuntamento fondamentale, ma sono convinto che la legislatura non arriverà comunque alla sua naturale scadenza. Basta osservare i processi decisionali del governo: la partita del nucleare è stata chiusa per paura dei sondaggi, delle amministrative e del referendum. Non si può interrompere così la programmazione della politica energetica nazionale, né tantomeno promettere la riduzione del numero dei parlamentari per poi trovarsi a inseguire Scilipoti, Razzi e Saverio Romano. La verità è che bisognava tornare dagli elettori subito dopo la rottura di Fini. 

E Alfano? La convince come delfino e come prossimo candidato premier del centrodestra?

Certo. È un politico giovane su cui punterei, l’importante è che inizi a parlare di politica e si smarchi da questo ruolo di legislatore salva-premier. Se lo fa potrebbe convincere anche la Lega, anche perché non rappresenta il Meridione assistenzialista, ma un Sud volenteroso e pieno di voglia di fare. Non è certo un problema di latitudine, anche Umberto Bossi ha sposato una siciliana…

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COMMENTI
24/04/2011 - numero dei parlamentari (attilio sangiani)

mi pare che Paragone abbia confuso il numero dei membri del Parlamento con quello dei membri del Governo. Per ridurre il primo occorre la modifica della Costituzione,già varata inutilmente nel quinquennio 2.001-2.006. I membri del Governo,invece,si possono variare con legge ordinaria o addirittura con Decreto. Il numero massimo è stato raggiunto dal Governo di Ermanno Prodi,mentre l'attuale Governo è tuttora molto al di sotto. Se poi Berlusconi avesse promosso il ricorso alle urne quando Fini si è messo con l'opposizione,sarebbe caduto in una trappola.... alla quale Napolitano non si sarebbe opposto....

 
24/04/2011 - Bruti Liberati (attilio sangiani)

Basterebbe navigare in internet cliccando sul nome di "Piero Pajardi" per leggere di cosa è stato capace l'attuale P.M. capo di Milano. In contrasto con F.S.Borrelli ( il che è tutto dire ),che poi lo ha preceduto come capo dei P.M. di Milano,ha perseguitato l'allora presidente della Corte d'Appello,con accuse infamanti,dalle quali Pajardi è stato poi assolto perchè senza fondamento.Però ne morì di "crepacuore". Pajardi era magistrato integerrimo e universalmente stimato,tranne che da Bruti Liberati della corrente più"sinistra" della magistratura politicizzata. Persino F.S.Borrelli scese in campo per difenderlo.Però Pajardi aveva un grave difetto: era uno tra i pochi magistrati che non nascondevano la loro coerenza di cattolici convinti; era docente di diritto fallimentare alla Università Cattolica del S.Cuore ed autore di volumi di spiritualità o di vite di Santi "politici",come S.Caterina da Siena. Berlusconi,per quanto ben diverso da Pajardi,è perseguitato perchè si è messo di traverso alla marcia trionfale della sinistra "gramsciana" verso il POTERE,avendo i P.M. distrutto i partiti non comunisti del C.A.F. e salvato il P.C.I. è la corrente "di base" della D.C.,sua alleata strategica. Cordialmente

 
21/04/2011 - commento a Paragone (Gianluigi Lonardi)

Io non credo che tacciare la magistratura di brigatismo sia uno "strafalcione politico", secondo me ci sono delle buone probabilità che sia proprio così. Cosa volevano le BR? rovesciare la democrazia per imporre il governo dei pochi. Secondo me la magistratura politicizzata sta tentando di fare la stessa cosa in danno della maggioranza dei votanti che evidentemente per loro conta poco. Prova ne sia che la corte costituzionale non ha tenuto conto del diritto della maggioranza di essere governati da persone da loro scelte posticipando un eventuale giudizio, ha invece imposto tempi atti ad ingolfare l'agenda del Presidente del Consiglio. Per di più ultimamente si è sentito un alto magistrato sostenere l'innadeguatezza morale e legale di questo governo. Senza contare quel sinistro signore che in televisione ha definito i leghisti, che non la pensano come lui, con il termine "untermenschen", Un'altro altrettanto sinistro invocare un colpo di stato per cambiare governo e via dicendo. Secondo me tutto quadra.