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Politica

SCENARIO/ Tremonti-Lassini, le due "facce" di un Berlusconi diviso

Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi (Ansa)Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi (Ansa)


Tutti sanno, almeno nel Palazzo, che se si andasse oggi a votare l’attuale maggioranza certamente non sarebbe tale più al Senato per la nascita del Terzo Polo e questo ha reso un’arma spuntata la minaccia elettorale fino a pochi mesi fa adoperata da Berlusconi per riprendere lo scettro del comando in pieno. E non è un caso che in questi giorni trapela l’idea di un progetto per modificare appunto la legge elettorale del Senato, con un provvedimento però a forte dubbio di costituzionalità.

È un quadro confuso quanto veritiero. Intanto i veri eroi di questo Paese restano le famiglie e le piccole imprese, il cui grido di dolore però quasi non si avverte più, quasi che ognuna di queste cellule vitali della nostra Italia avesse smesso di sperare in una soluzione dettata dal bene comune, ripiegando in un impegno, eroico appunto, ma unicamente privato.

Ma, bisogna essere consapevoli che quella nuova generazione di cattolici evocata dal Papa e poi anche da Bagnasco e Bertone, gli uomini di buona volontà, hanno in mano in realtà il futuro del Paese. Un Paese che sembra non dare più speranze ai giovani perché non ha più una speranza da trasmettere in realtà. Ci vorrebbe un miracolo e forse è arrivata l’ora di attrezzarsi.

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COMMENTI
23/04/2011 - (contnuo) (celestino ferraro)

Se non vogliamo fare la fine della Grecia, dell’Islanda, dell’Irlanda, della Spagna, del Portogallo (edotte dal fallimento argentino), non possiamo che plaudire all’azione risparmiatrice del nostro Tremonti (riconosciuta validissima dalla comunità internazionale), e stigmatizzare l’estemporaneità di qualche ministro che rivendica una spesa più facilona là dove la razionalità di certi interventi sarebbe sufficiente ad equilibrarla per ciascun dicastero. Certo, le clientele premono, il ministro si preoccupa della fase elettorale e sa bene che se le ruote non sono ben unte, il carro non procede e una splendida carriera potrebbe finire fra i dì che furono con grande nostalgia. Ma non sarebbe diverso se lo Stato fallisse e Galan (e colleghi) dovesse dar conto della sua sprovvedutezza. Celestino Ferraro

 
22/04/2011 - ci vuole un'italia (francesco taddei)

non è solo una questione di conti! il cosiddetto bene pubblico non si raggiunge senza un'idea di comunità del popolo italiano. e ciò sottintende merito, responsabilità per chi fa bene e pene per chi spreca. o così o non se ne esce. non basterà fare meglio i conti senza un'idea di comunità di destino.

 
22/04/2011 - Berlusconi affannato paciere (Galan contro Tremont (celestino ferraro)

Un certo infantilismo economico contagia la presunzione di alcuni ministri, si sentono in diritto di reclamare coram populo il loro dissenso nei confronti del ministro Tremonti. La politica economica di questo Quintino Sella del XXI secolo, li costringerebbe a stringere la scarsella dei loro budget ministeriali per neghittosità del Tesoro. Una lotta sorda contro il ministro scorre carsica e in superficie, e sembra quasi che Giulio Tremonti goda come un invasato quando può sforbiciare i conti dei vari ministeri. Insomma, lo sballo dei conti dello Stato sarebbe un’invenzione di Tremonti e i colleghi del Consiglio dei Ministri ostentano una sicumera politica che accusa il “despota” di quella insensibilità sociale che li costringerebbe a piatire i foraggiamenti per le loro necessità di spesa. È certo che l’importanza di un ministro si misura dal budget che è in grado di manovrare. Nessun ministro con portafoglio è disponibile a essere rigoroso con le sue spese e le ristrettezze imposte dal Tesoro sembrano il capriccio di un economista che vuol farsi bello nei confronti della Comunità Europea. Non mi pare che si possa essere buoni ministri se non ci si è resi consapevoli che i conti dello Stato sono sull’orlo del fallimento. Un debito elefantiaco fagocita oltre 50 miliardi di euro all’anno di interessi. Se non vogliamo fare la fine della Grecia, dell’Islanda, dell’Irlanda, della Spagna, del Portogallo, non possiamo che plaudire all’azione del nostro Tremonti, e stigmatizzare