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Libia, Napolitano: raid necessari

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Alla fine, nonostante avesse dichiarato che mai e poi mai l’Italia avrebbe partecipato agli attacchi aerei in Libia, a causa dei danni già provocati con il nostro passato coloniale, il premier Berlusconi annuncia che i raid in realtà, ci saranno, eccome. Non attacchi indiscriminati o bombardamenti a tappeto, ma su obiettivi militari prestabiliti, con razzi di precisione. Una decisione che scatenerà i malumori della Lega, da sempre contraria all’intervento; la quale, tra le altre cose, è stata tenuta all’oscuro della decisione. Una malumore amplificato dal fatto che, secondo voci di corridoio estremamente verosimili, l’implementazione del nostro impegno nel Paese nordafricano è stata il prezzo da pagare all’appoggio dell’Eliseo alla candidatura di Mario Draghi alla presidenza della Bce. In tale contesto, tuttavia, la scelta di impiegare i nostri aerei in azioni belliche, trova il plauso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato si è detto convinto del fatto che «l’ulteriore impegno dell’Italia in Libia, annunciato ieri sera dal presidente del Consiglio Berlusconi» costituisca «il naturale sviluppo della scelta compiuta dall’Italia a metà marzo». Secondo l’inquilino del Colle «Non potevamo restare indifferenti alla sanguinaria reazione del colonnello Gheddafi in Libia: di qui l'adesione dell'Italia al giudizio e alle indicazioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite e quindi al piano di interventi della coalizione postasi sotto la guida della Nato». Per Napolitano, è, tuttavia, evidente che i problemi dei Paesi dell'area africana e medio orientale non si possano risolvere unicamente con l’impiego delle armi, ma che sia necessario da parte della Comunità internazionale e, specialmente, dell’Europa, «uno sforzo consapevole, concreto e conseguente per concorrere alla crescita economica e al riscatto sociale cui aspirano i popoli dell'intera regione mediterranea». Berlusconi, dal canto suo, nel corso della conferenza stampa congiunta assieme al suo omologo francese, Nikolas Sarkozy, ha spiegato che l’Italia giunta a questo punto, non si poteva sottrarre ad uno sforzo maggiore. Nel rassicurare il Carroccio, poi, ha precisato: «Abbiamo accettato di intervenire su obiettivi militari mirati escludendo vittime civili: una soluzione che abbiamo dovuto assumere, rispettando moltissimo la posizione degli alleati della Lega: ho sentito ieri Bossi, Maroni e Calderoli e siamo d’accordo che ci sentiremo anche oggi». .



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