BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ELEZIONI/ Vittadini: un criterio per scegliere

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Mentre continua il tentativo di rovesciare il governo per via extraparlamentare, come se certa stampa e certa magistratura esprimessero la volontà popolare, chi è chiamato a governare, invece di farlo con serietà, preferisce attizzare, insieme a un’opposizione rissosa, un clima di scontro continuo. Il risultato è che anche il senso delle prossime consultazioni elettorali viene stravolto, mentre sembra che un’azione politica consista nell’operare, più o meno ideologicamente, una scelta di campo tra schieramenti, a prescindere da come vengono trattati i contenuti. Invece, anche nella prossima tornata elettorale, proprio sui contenuti si giocano concezioni contrapposte che determinano pesantemente la nostra vita quotidiana.
Come recita un recente volantino della Cdo, il bene per tutti e per ciascuno si costruisce facendo delle nostre città luoghi per una convivenza fra persone libere e interessate al bene comune, alla ricerca della giustizia e della bellezza, aperta alla solidarietà e alla carità. Per questo, continua la Cdo, le sfide sono enormi: migliorare i servizi alla persona basandoli, laddove è possibile, sulla libertà di iniziativa e di scelta; saper rispondere ai bisogni dei meno abbienti e dei malati; riequilibrare aree produttive, abitative (tante case sfitte e mancanza di abitazioni per giovani, anziani, studenti, meno abbienti), e aree verdi fruibili (non un verde frazionato in piccole inutili aiuole); garantire trasporti senza inquinamento; garantire servizi di buona qualità e a un prezzo non esoso a riguardo di gas, acqua, energia, raccolta rifiuti; garantire servizi educativi, ricreativi, sportivi; difendere e promuovere cultura e arte che tanta importanza hanno nelle nostre città, non solo per scopi turistici. La sfida è immane, in un momento in cui il federalismo fiscale municipale dovrebbe costringere i comuni a diminuire i loro sprechi.
Gli orientamenti ideali con cui vengono operate le scelte sono sinteticamente tre. Il primo è il vecchio statalismo, che per qualcuno sembra non tramontare mai, e per qualcun altro pare rappresentare la possibilità di un nuovo potere locale.


  PAG. SUCC. >


COMMENTI
21/05/2011 - Ci sono ancora - 2^ parte (Daniele Scrignaro)

raccolta di generi di prima necessità e distribuzione a famiglie in disagio economico non come operatori sociali che adempiono un servizio filantropico, ma come persone che incontrano persone, nato non da un progetto a tavolino ma da una solidarietà tra vicini; c'è ancora. E ci sono ancora altre iniziative in cui persone di fronte a un bisogno proprio o incontrato, lì dove sono, si mettono assieme; poi le istituzioni ne verificano la qualità e danno delle sovvenzioni perché l'iniziativa è efficace – che è molto di più che efficiente. Ci sono ancora… io, con la mia identità; voglio continuare ad esserci, non voglio favorire con un voto chi – magari in buona fede (e sarebbe peggio) – mi pianifica dall'alto, sa lui cosa ci vuole per me, magari dai risultati di un questionario su Internet che chiunque può compilare (ma solo qualcuno ha formulato e solo qualcuno ne conteggia le risposte). Un po' come se il Comune avesse stabilito che io e mia moglie eravamo pronti per sposarci quel certo giorno, che avremmo potuto concepire un figlio dopo sette mesi, che così ci sarebbe stato un posto all'asilo nido,…

 
21/05/2011 - Ci sono ancora (Daniele Scrignaro)

Quarant'anni di voto tappandosi il naso è il rendiconto apparente delle mie vicende elettorali, nella costrizione della "scelta" per il meno peggio. Eppure la famiglia marito-moglie-figli (quella della Costituzione, che chiede l'assunzione di responsabilità di fronte alla società nel contratto del matrimonio se si vogliono i doveri-diritti conseguenti, ma ancor più quella che consente non solo al genere umano di avere un futuro, di non rinchiudersi a riccio guardandosi l'ombelico delle proprie pulsioni, ma generare ed educare in una situazione psicologica non disturbata nuovi esseri che possano anche loro vivere l'avventura della vita) c'è ancora – ed è l'unica riconosciuta. Un consultorio familiare sorto liberamente in quartiere, che alle persone singole o coppie o famiglie disadattate o con problemi psicologici offre percorsi di accompagnamento non come "casi clinici" ma come "persone"; che segue donne extracomunitarie e le loro famiglie nell'affrontare l'inserimento nel lavoro, nella scuola dei figli, nella gestione della casa, nell'imparare la lingua; che accompagna settimanalmente o anche più spesso se serve ragazze e donne che, pur in una maternità rifiutata, non vogliono abortire; anche gratuitamente, grazie anche ai contributi fondamentali delle istituzioni, c'è ancora. Un luogo di (segue)

 
03/05/2011 - commento (vera filippone)

le sue parole non fanno una grinz,anzi allargano il cuore ma, alla fine, quando dice che sono un aiuto per la giusta scelta cominciano i dubbi:alla luce di quelle parole qual'è la scelta giusta ? Attuarla è quasi impossibile!Mettere una croce su un simbolo o su un nome diventa pesante,pesante...!

 
29/04/2011 - Buon criterio. (claudia mazzola)

Ben detto Vittadini! Quando ci vuole, ci vuole. Articoli così dovrebbe leggerli tutta Italia. Mi fido di uomini come lui.