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Referendum nucleare, Bersani: Berlusconi imbroglione

Pubblicazione:mercoledì 27 aprile 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Bersani interviene in merito alle dichiarazioni di ieri di Berlusconi che, in conferenza stampa con il presidente Sarkozy si è detto convinto che il nucleare rappresenti per l’Italia il futuro energetico e ha spiegato che la moratoria (che abroga tutte le norme sulle centrali atomiche) ha l’unico scopo d sospendere il dibattito per poter ragionare a mente lucida, senza il condizionamento psicologico di Fukushima, sul futuro degli impianti nel nostro Paese. Non solo: il premier ha anche fatto presente che la mossa, di fatto, invaliderà il referendum contro le centrali che, attualmente, otterrebbe un largo consenso.  «In Italia l'accadimento giapponese ha spaventato moltissimi cittadini. Se fossimo andati al referendum, il nucleare non sarebbe stato possibile per molti anni» ha spiegato il premier. Pochi giorni prima, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, di fronte al Parlamento Europeo, si era detto convinto de contrario, ovvero del fatto che il nucleare non rappresentasse necessariamente l'unica strada percorribile dall'Italia, ma che sarebbe stato necessario approntare un piano di investimento comunitario per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e alternative.

ll leader del Pd bolla la nuova linea del governo come «un imbroglio, uno scippo». Secondo Bersani, «sono affermazioni irresponsabili, in cui c'e' il tradimento completo delle ragioni dei referendarie». Intervistato da Sky Tg24 Bersani ha spiegato: «Chi non vuole il nucleare dovrà anche non volere Berlusconi perché mi pare intenzionato a insistere». Rispetto all’impossibilità di affrontare ragionevolmente la questione, finché la tragedia di Fukushima sarà psicologicamente ancora così attuale, precisa: «Noi ben prima dei fatti del Giappone abbiamo detto che questo piano nucleare del governo non sta in piedi, comunque lo si legga. Dal punto di vista economico, della sicurezza, dal punto di vista della dipendenza tecnologica, dell'equilibrio del mercato elettrico, non sta in piedi. E' una cosa irrazionale, assurda, sbagliata e quindi ci siamo opposti». La direzione assunta dal governo, per Bersanii, ha, inoltre, praticamente azzerato il dibattito e le politiche sulle energie rinnovabili, settore che attualmente «boccheggia in attesa di una qualche correzione che mi auguro arrivi al più presto». 


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