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Politica

PROCESSO RUBY/ Pamparana: il "circo mediatico" vale la trama del film?

Alla vigilia del processo Ruby davanti al Palazzo di Giustizia di Milano ci sono le tv di mezzo mondo. Le contraddizioni del circo mediatico secondo ANDREA PAMPARANA

Vietate le riprese durante il processo Ruby (Ansa)Vietate le riprese durante il processo Ruby (Ansa)

La vigilia del processo Ruby va raccontata. Affinché il lettore si faccia un’idea di quel che accadrà durante il dibattimento. Davanti al Palazzo di Giustizia di Milano stazionano da tre giorni i pulmini delle televisioni straniere. Giornalisti, tecnici, cameraman, provenienti da Austria, Spagna, Germania, Francia, Inghilterra, la Cnn statunitense, Al Jazeera, che tra un reportage dalla Libia ed uno da Lampedusa ora si occuperà dell’Italia grazie a Ruby.
Ora, dato che il Procuratore generale di Milano, Manlio Minale, notoriamente ostile alla pubblicizzazione dei processi in tv, ha vietato tassativamente l’ingresso alle telecamere e ai fotografi, di questo ambaradan giudiziario nessuno potrà avere immagini. Non solo, occorre ricordare che l’udienza del 6 aprile è una tipica udienza di cosiddetto smistamento, servirà solo per aprire ufficialmente il dibattimento, che sarà subito rinviato al 31 maggio. Non ci sarà Berlusconi, non ci saranno gli avvocati più famosi della difesa, come Ghedini e Longo, non si vedrà Ruby, né le altre ragazze coinvolte a vario titolo nell’inchiesta.
In un primo tempo la presidente del collegio giudicante, Lidia Turri, aveva ipotizzato la sola presenza delle telecamere della tv pubblica, la Rai, che avrebbe poi distribuito gratuitamente il segnale alle altre emittenti italiane ed estere. D’accordo con questa soluzione anche il capo della Procura di Milano, Edmondo Bruti Liberati, e la Presidente del Tribunale Livia Pomodoro. L’irremovibile Minale ha però puntato i piedi e per ragioni di ordine pubblico, visto l’esercito mediatico sceso in campo per questo processo, ha ordinato che tv e fotografi stessero all’esterno del Palazzo. Dunque l’udienza che sta mobilitando l’intero mondo durerà si e non una ventina di minuti e poi tutti a casa, compresi i soliti sostenitori del premier accampati all’esterno del Palazzo e i previsti contro manifestanti convocati anche loro via sms dal Pd.