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Politica

PROCESSO RUBY/ Pamparana: il "circo mediatico" vale la trama del film?

Vietate le riprese durante il processo Ruby (Ansa)Vietate le riprese durante il processo Ruby (Ansa)

L’Aula prescelta è quella della Corte d’Assise, che ha visto ben altri imputati per processi anche clamorosi al tempo di Mani pulite, lì Antonio Di Pietro annunciò al termine della requisitoria su ENI-Sai le sue dimissioni dalla magistratura, e lì si svolgono abitualmente processi contro affiliati della ’ndrangheta e del terrorismo. Per l’occasione è stata completamente riverniciata, i pavimenti tirati a lucido, i carabinieri opportunamente istruiti per il mantenimento dell’ordine e del decoro. Le gabbie che solitamente contengono i detenuti sono state pietosamente ricoperte da teli bianchi ignifughi per non mostrare alla stampa estera di tutto il mondo che in Italia esistono ancora queste gabbie. Non sappiamo al momento se verranno collocate le abituali piante di ficus utilizzate per i grandi appuntamenti istituzionali o commemorativi.
Fin qui la cronaca, il colore, gli aneddoti di un evento che per molti aspetti è senz’altro unico nel suo genere. Domani inizia a Milano il processo ed ecco sul Corriere della Sera di oggi in prima pagina tre intercettazioni telefoniche che riguardano conversazioni private di Silvio Berlusconi. Si badi bene che il premier è un onorevole, un deputato del Parlamento, e solo la Camera appositamente chiamata a farlo può concedere ad un pubblico ministero la possibilità di fare e pubblicare intercettazioni riguardanti un parlamentare.
Nel fascicolo, va detto, voluminoso, dell’accusa al premier, cui si contesta da parte dei pm milanesi il reato di concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile, ci sono molti omissis con la corretta dicitura “ non utilizzabile perché soggetto ad autorizzazione della Camera”. Ma guarda un po’ che combinazione, vuoi per un certo disordine presente in molte cancellerie, vuoi per qualche impiegato un filo distratto, tre di queste private conversazioni sono, diciamo così, filtrate. E il Corriere della Sera, poveretto, che poteva fare se non inzuppare il biscotto nella cremosa panna? Non senza aver avvertito il lettore che così non si dovrebbe fare, che è scandaloso che così accada, che guai a chi continua ad utilizzare l’edicola per il deposito degli atti giudiziari e processuali!