BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SCENARIO/ 2. Da Craxi a Berlusconi, siamo ancora "ostaggi" del '93...

Da Craxi a Napolitano: UGO FINETTI analizza gli squilibri tra politica e giustizia e il "vuoto politico". Come evitare che il prossimo ricorso alle urne sia inutile?

Craxi a Milano (Imagoeconomica) Craxi a Milano (Imagoeconomica)

Uno spettacolo teatrale dedicato a Bettino Craxi ad Hammamet come quello realizzato da Andrée Ruth Shammah  - “Una notte in Tunisia” in scena al Teatro Parenti di Milano - sarebbe stato impensabile fino a poco tempo fa. Ma l’ombra di Craxi si allunga inevitabilmente sulla scena politica attuale nel momento in cui tornano a primeggiare monetine, Procura di Milano e  “Parlamento delegittimato”.

Non si tratta di discutere se era “esule” o “latitante”, ma di mettere a fuoco le ragioni che hanno determinato in Italia dal 1992-94 una “transizione infinita”. È a questa luce che va visto il comportamento di Giorgio Napolitano che da un lato – con una iniziativa senza precedenti – convoca al Quirinale i capigruppo e dall’altro esclude però la volontà di sciogliere le Camere. Napolitano sembra cioè cercare non premesse o pretesti per andare a elezioni anticipate, ma rinsavimenti ed equilibri per evitarle. Perché? La risposta sembra semplice: l’inutilità del ricorso alle urne per il pericolo di perpetrare nel paese un susseguirsi di round avvelenati e inconcludenti.
Per comprendere il Quirinale può quindi essere utile aver presente proprio la lettera che Napolitano  scrisse l’anno scorso alla famiglia Craxi nella ricorrenza del decennale della morte del leader socialista.

A parte le considerazioni sulla “durezza senza eguali” che colpì Craxi e sulla violazione del suo diritto ad avere un “processo giusto” sancita dalla Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, quel che Napolitano sottolineava era come tra il '92 e il '94 , “in quel vuoto politico trovò, sempre di più, spazio, sostegno mediatico e consenso l'azione giudiziaria, con un conseguente brusco spostamento degli equilibri nel rapporto tra politica e giustizia”.
Come uscire dalla “transizione infinita” ed evitare che il prossimo passaggio elettorale sia inutile? L’esortazione di Napolitano sembra essere rivolta ad affrontare appunto le anomalie che hanno minato la cosiddetta “seconda Repubblica” sul piano istituzionale e politico e che aveva indicato sin dal caso Craxi. Essenzialmente due: “squilibrio di poteri tra politica e giustizia” e “vuoto politico”.

Lo “squilibrio di poteri” dipende dal fatto che l’autonomia della magistratura è disgregata dal venir meno di un suo caposaldo e cioè l’autodisciplina (ovvero il rifiuto-incapacità del CSM di esercitare la sorveglianza interna e di colpire le infrazioni). A ciò si è sommato il rifiuto di rispettare l’autonomia del potere legislativo e di quello esecutivo dando luogo a una crescente ingerenza da parte del Consiglio Superiore della Magistratura e dell’Associazione nazionale magistrati nel senso di voler condizionare il contenuto delle leggi e la composizione dell’esecutivo.


COMMENTI
14/04/2011 - Il giorno delle monetine... (luisella martin)

...avrei voluto andarci anche io, a gettare le monetine a Craxi...Noi, gente comune, non avevamo capito. Davvero abbiamo creduto che Di Pietro fosse un grande uomo, sopratutto quelli di noi che non abitavano in Lombardia Nelle città vicine a Milano, infatti, la gente aveva potuto constatare che la giustizia si rivolgeva sempre verso i più ingenui, non contro i più scaltri! Ma i politici, quelli sì che avevano capito! Già allora...Berlusconi ha solo rivelato a tutti noi quello che la società colta e ricca sapeva già:che la corruzione aveva toccato tutte le istituzioni ed si era infiltrata anche in mezzo alla gente semplice che era pronta a pagare anche per ottenere il più elementare dei diritti! Certamente la maggioranza di noi italiani non é corrotta, anzi credo che il nostro sia un popolo buono e generoso,e forse é stato un uso esagerato e scorretto dei mezzi di informazione a farci perdere la fiducia nelle nostre idee e capacità,a farci credere che non c'erano più uomini giusti oltre noi stessi...Temo che oggi, ad essere ostaggi del '93 siano soprattutto i magistrati di Milano...