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LAMPEDUSA/ Franco: perchè la Lega "spinge" la Francia contro l'Italia?

Pubblicazione:venerdì 8 aprile 2011

Berlusconi e Bossi (Imagoeconomica) Berlusconi e Bossi (Imagoeconomica)

Le ricerche dei dispersi a 39 miglia da Lampedusa, nel tratto di mare in cui ha avuto luogo il naufragio di circa 300 migranti, sono continuate per tutta la giornata di ieri, purtroppo senza risultato. Nel corso della mattinata il ministro Maroni ha riferito in Aula, ma non sono mancate le polemiche. Dai banchi dell’Italia dei Valori l’On. Zazzera (Idv) ha esposto un cartello con la scritta “Maroni assassino”. Un gesto da cui il partito di Di Pietro si è subito dissociato, che costerà però al parlamentare due sedute di sospensione dai lavori. All’ordine del giorno restano comunque i rapporti tesi con il governo di Parigi che continua a respingere i tunisini a Ventimiglia e che promette di non fare eccezioni, nonostante i permessi di soggiorno temporanei annunciati da Roma. 
«Difficile dire se la tragedia abbia interpellato a sufficienza la politica italiana - dice Massimo Franco a IlSussidiario.net -. Si respira però un notevole nervosismo e imbarazzo. Il governo cerca infatti di reagire all’emergenza, ma non riesce a mostrare un volto uniforme».

A cosa si riferisce?

È paradossale che la Lega invochi una linea dura “alla francese”. In questo modo infatti isola Maroni e indebolisce la posizione italiana nei confronti della Francia. Diventa difficile chiedere ai francesi di cambiare atteggiamento se una parte della nostra maggioranza dice che dovremmo comportarci come loro.
Anche questo dimostra quanto il Carroccio sia in difficoltà.

L’immigrazione è un tema troppo sensibile per l’elettorato leghista?

Certamente. Fino ad ora la Lega ha usato l’immigrazione come un grande pretesto che le ha permesso di mantenere una posizione di rendita. In pratica ha sempre esasperato un problema che c’era, anche se non era drammatico come si sta rivelando oggi. Nel momento in cui però l’immigrazione diventa una problematica  strutturale impossibile da gestire, la posizione di rendita svanisce e diventa potenzialmente dannosa, soprattutto se il ministro dell’Interno è leghista. Il fatto è che occorre avere una politica. Non basta dire “tutti fuori dalle scatole”…

Questo disagio può incidere negativamente sull’equilibrio della maggioranza?


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COMMENTI
10/04/2011 - ? (Alberto Consorteria)

Quando li vediamo in TV sono la classe media colpita dagli oppressori; se salgono su un barcone diventano dei delinquenti. Siamo degli ipocriti. Diciamo chi può stare di qua, e gli altri rispediamoli a casa: solo così si può contenere un travaso che ha dell'irrefrenabile...

 
09/04/2011 - Una proposta molto interessante! (Giuseppe Crippa)

Trovo davvero interessante la proposta di Francesco Scifo e mi auguro che venga approfondita e magari sperimentata in uno di questi centri di accoglienza: credo basti un decreto legge per far partire questa sperimentazione. Considerare tutti coloro che arrivano come straccioni quando non come delinquenti soddisfa forse qualche pulsione e qualche partito che dello sfruttamento di queste ed altre pulsioni ha fatto la sua fortuna è un modo superficiale ed improduttivo di affrontare questo problema che, come qualche volta capita, può inaspettatamente trasformarsi in una opportunità. Cominciamo con il comprendere bene chi sta arrivando e col delineare soluzioni su misura senza essere ottimisti a prescindere, ma nemmeno vivendo una incontrollabile ed irrazionale paura del diverso.

 
08/04/2011 - migranti (francesco scifo)

Le interviste rilasciate da alcuni migranti hanno evidenziato, in alcuni casi, una loro alta scolarità. Sarebbe opportuno, invece di relegare e isolare chi arriva nei centri di accoglienza, identificare tra chi arriva le persone con una certa cultura ed incaricarle di trasformare, sotto la loro responsabilità, i luoghi, in cui ora sono relegati,in centri di cultura e di scambio sociale. In questo contesto sarà conveniente restarvi per i residenti per tutto il periodo temporaneo loro concesso. Noi potremo beneficiare della cultura, della lingua dei nostri ospiti, mentre loro riceveranno da noi l’insegnamento delle usanze e costumi della cultura italiana ed europea, compresa la nostra lingua e le leggi. Proponiamo di usare questa occasione per avvicinare le culture invece che per allontanarle e, dato che nessun partito politico propone più "qualcosa di sinistra" chiediamo ai partiti che votiamo di utilizzare almeno parte dei loro fondi della propaganda elettorale per finanziare progetti del genere, dove si crea lavoro e unione sociale. Quei centri, con l’organizzazione e l’esposizione della cultura, si autofinanzierebbero e finanzierebbero sviluppo anche tra gli italiani che vi lavorerebbero e vi fornirebbero servizi e materie prime: essi potrebbero trasformarsi, con un proficuo interscambio, da un peso per l’Italia (come sono gestiti ora) ad un esempio per l’Europa.

 
08/04/2011 - senza esagerare.... (attilio sangiani)

PdL e Lega fanno,ciascuno,il proprio gioco in vista delle elezioni amministrative. Intanto le azioni effettive del Governo,con Maroni,mi sembrano equilibrate e improntate al buon senso:accogliere provvisoriamente,nell'emergenza "umanitaria",poi filtrare gli "accolti",per respingere gli evasi dalle carceri,gli scafisti ed i mafiosi infiltrati,i possibili terroristi,... Infine rimpatriare immediatamente i tunisini,in base agli accordi. Quanto agli altri ( dalla Libia,dall'Egitto ,dalla Tunisia o da qualunque parte...) ) selezionare gli "accoglibili" secondo le norme in vigore ( rifugiati,perseguitati con diritto di asilo,quote di immigrazione,ecc. ). Non esageriamo con i "distinguo" interni alla maggioranza. Non c'è solo il problema degli immigrati....