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LAMPEDUSA/ Franco: perchè la Lega "spinge" la Francia contro l'Italia?

Pubblicazione:venerdì 8 aprile 2011

Berlusconi e Bossi (Imagoeconomica) Berlusconi e Bossi (Imagoeconomica)


Nel breve periodo probabilmente no. Se però le cose continueranno ad andare male potrebbe esserci una reazione della base. Bisognerà tenere d’occhio l’esito delle amministrative. Su questo tema infatti il partito di Bossi si gioca la propria identità.

Riguardo alla Francia, nella maggioranza c’è chi parla di “atteggiamenti odiosi e ostili” e chi invece assicura che verrà trovata una “linea comune”, come Mantovano, rientrato ieri nel governo. Ci sono due linee politiche anche su questo?


Non parlerei di due linee, ma di due umori contraddittori e per certi versi complementari. Non c’è infatti la voglia, ma la necessità di trovare un accordo. Di conseguenza l’irritazione nasce dalla coscienza che se l’accordo si troverà, sarà alle condizioni dei francesi.
Quello di Mantovano, persona molto competente, mi sembra comunque un gesto di responsabilità e generosità. La conferma delle dimissioni sarebbe stata una sconfessione totale della politica del governo.

Anche il sindaco di Manduria le ha ritirate. È il segno di un passo avanti del governo che in un primo momento sembrava aver soltanto spostato i problemi da Lampedusa alla Puglia?

A mio parere l’intervento di Berlusconi a Lampedusa rispondeva a delle esigenze chiare, ma fondamentalmente non ha cambiato le cose. Con un atteggiamento fin troppo rassicurante si è addirittura ottenuto il risultato di confermare lo stato d’emergenza. Promettere infatti che una nave starà a pochi chilometri dalla costa per impedire i prossimi sbarchi significa ammettere che siamo solo all’inizio.
Il passo avanti servirebbe invece sul piano della collaborazione tra regioni, ma anche in questo caso quelle a guida leghista non stanno dando segnali rassicuranti.

L’incontro di oggi tra i ministri degli interni francese e italiano rappresenta un passaggio molto importante. L’Italia però ha ancora la possibilità di richiamare ai suoi doveri l’Europa?

Da un lato è vero che abbiamo più problemi con l’Europa che con la Francia, dall’altro la Francia stessa riflette in miniatura l’atteggiamento dell’Europa. È un gioco di specchi pericoloso, perché siamo la frontiera più esposta e gli altri fingono di non accorgersene. Un atteggiamento miope, certo, tanto quanto quello della Lega. Il fatto è che né l’Italia, né l’Europa riusciranno a risolvere il problema se non torneranno a fare politica. Serve un piano strategico di aiuti al Maghreb, bisogna aiutare la popolazione e bloccare le partenze. Insomma, a tutti i livelli, la logica del “tutti fuori dalle scatole” non funziona più.

(Carlo Melato)



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COMMENTI
10/04/2011 - ? (Alberto Consorteria)

Quando li vediamo in TV sono la classe media colpita dagli oppressori; se salgono su un barcone diventano dei delinquenti. Siamo degli ipocriti. Diciamo chi può stare di qua, e gli altri rispediamoli a casa: solo così si può contenere un travaso che ha dell'irrefrenabile...

 
09/04/2011 - Una proposta molto interessante! (Giuseppe Crippa)

Trovo davvero interessante la proposta di Francesco Scifo e mi auguro che venga approfondita e magari sperimentata in uno di questi centri di accoglienza: credo basti un decreto legge per far partire questa sperimentazione. Considerare tutti coloro che arrivano come straccioni quando non come delinquenti soddisfa forse qualche pulsione e qualche partito che dello sfruttamento di queste ed altre pulsioni ha fatto la sua fortuna è un modo superficiale ed improduttivo di affrontare questo problema che, come qualche volta capita, può inaspettatamente trasformarsi in una opportunità. Cominciamo con il comprendere bene chi sta arrivando e col delineare soluzioni su misura senza essere ottimisti a prescindere, ma nemmeno vivendo una incontrollabile ed irrazionale paura del diverso.

 
08/04/2011 - migranti (francesco scifo)

Le interviste rilasciate da alcuni migranti hanno evidenziato, in alcuni casi, una loro alta scolarità. Sarebbe opportuno, invece di relegare e isolare chi arriva nei centri di accoglienza, identificare tra chi arriva le persone con una certa cultura ed incaricarle di trasformare, sotto la loro responsabilità, i luoghi, in cui ora sono relegati,in centri di cultura e di scambio sociale. In questo contesto sarà conveniente restarvi per i residenti per tutto il periodo temporaneo loro concesso. Noi potremo beneficiare della cultura, della lingua dei nostri ospiti, mentre loro riceveranno da noi l’insegnamento delle usanze e costumi della cultura italiana ed europea, compresa la nostra lingua e le leggi. Proponiamo di usare questa occasione per avvicinare le culture invece che per allontanarle e, dato che nessun partito politico propone più "qualcosa di sinistra" chiediamo ai partiti che votiamo di utilizzare almeno parte dei loro fondi della propaganda elettorale per finanziare progetti del genere, dove si crea lavoro e unione sociale. Quei centri, con l’organizzazione e l’esposizione della cultura, si autofinanzierebbero e finanzierebbero sviluppo anche tra gli italiani che vi lavorerebbero e vi fornirebbero servizi e materie prime: essi potrebbero trasformarsi, con un proficuo interscambio, da un peso per l’Italia (come sono gestiti ora) ad un esempio per l’Europa.

 
08/04/2011 - senza esagerare.... (attilio sangiani)

PdL e Lega fanno,ciascuno,il proprio gioco in vista delle elezioni amministrative. Intanto le azioni effettive del Governo,con Maroni,mi sembrano equilibrate e improntate al buon senso:accogliere provvisoriamente,nell'emergenza "umanitaria",poi filtrare gli "accolti",per respingere gli evasi dalle carceri,gli scafisti ed i mafiosi infiltrati,i possibili terroristi,... Infine rimpatriare immediatamente i tunisini,in base agli accordi. Quanto agli altri ( dalla Libia,dall'Egitto ,dalla Tunisia o da qualunque parte...) ) selezionare gli "accoglibili" secondo le norme in vigore ( rifugiati,perseguitati con diritto di asilo,quote di immigrazione,ecc. ). Non esageriamo con i "distinguo" interni alla maggioranza. Non c'è solo il problema degli immigrati....