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SCENARIO/ 2. Così il Nord e Napolitano mettono nei "guai" Bersani

Pubblicazione:mercoledì 11 maggio 2011

Pier Luigi Bersani, Luigi De Magistris e Nichi Vendola (Imagoeconomica) Pier Luigi Bersani, Luigi De Magistris e Nichi Vendola (Imagoeconomica)

Anche il Pd aspetta le elezioni amministrative con grande trepidazione. Calcisticamente il risultato probabile prevede la tripla: uno, ics, due. Infatti Bersani può ottenere dal voto quel successo che lo rilancerebbe oppure potrebbe assistere alla demolizione della sua segreteria che in una recente intervista Walter Veltroni ha preannunciato con grande fragore.

Tutti i riflettori sono puntati su Milano. Qui la debolezza del sindaco uscente fa immaginare una possibile rivincita del centro-sinistra che sogna di portare la Moratti al ballottaggio e di batterla nel secondo turno. La scesa in campo di Berlusconi ha politicizzato lo scontro che è diventato anche il banco di prova della tenuta elettorale del governo. L’obiettivo ha inquadrato anche la contesa di Napoli dove il centro-sinistra è sfavorito dal bilancio negativo delle ultime amministrazioni e potrebbe subire anche l’affronto di vedere il suo candidato, il prefetto Morcone, superato dall’ex pm De Magistris.

Ma anche Bologna dà qualche pena al Pd. Il suo candidato non è fortissimo e la Lega cerca il colpaccio cercando di erodere il tradizionale elettorato di sinistra. In questo senso è indicativa la presa di posizione di un intellettuale d'area come l’urbanista Cervellati che ha dichiarato di votare per il sindaco proposto dalla Lega. Più tranquilla dovrebbe essere la situazione a Torino dove Piero Fassino eredita la buona immagine dell’amministrazione uscente di Chiamparino. Milano e Napoli sono in ogni caso i veri test elettorali e non si capisce per quali ragioni il centro-sinistra abbia voluto dare un valore così alto a queste due consultazioni in cui la sua corsa è in salita.


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