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Politica

ELEZIONI/ 1. Ecco perché borghesia e poteri forti bocciano Berlusconi e Moratti

Il risultato del primo turno delle elezioni comunali di Milano ha catalizzato l'attenzione delle amministrative per il significato politico di questo voto. L'analisi di GIULIO SAPELLI

Letizia Moratti al voto (Imagoeconomica)Letizia Moratti al voto (Imagoeconomica)

«Il risultato del primo turno alle elezioni comunali di Milano rappresenta senza dubbio un terremoto politico. Non mi sembra però il momento di lanciarsi in facili previsioni perché in un attimo siamo passati da un quadro politico apparentemente solido come la pietra a uno fluido come una coppa di champagne. Ogni cosa comunque è ancora in movimento, tutto dipende da come tieni in mano il bicchiere». Giulio Sapelli nella sua analisi del voto milanese di sabato e domenica procede per immagini. «Lo smottamento del berlusconismo era nell’aria da settimane, anche se nessuno poteva prevedere quando sarebbe avvenuto. In ogni caso Berlusconi ha commesso un grave errore: quando le montagne smottano non è il caso di andare a sciare perché si rischia di creare delle slavine. Meglio essere cauti o stare direttamente a casa. Il verdetto del primo round ad ogni modo è chiaro: il centrodestra rischia davvero di perdere la città che ha visto nascere il berlusconismo e ne ha vissuto i momenti chiave, dalla fondazione fino al predellino».

Il premier ha sbagliato a dare un valore politico nazionale al voto di Milano?

Il Cavaliere non ha capito che si trattava di una lotta tra due fazioni della borghesia milanese in cui alla fine paradossalmente ha prevalso la borghesia moderata. Nella scelta di Pisapia non ha infatti pesato che fosse sostenuto dall’estrema sinistra, ma il suo profilo moderato e il fatto che fosse il figlio del grande Avvocato. In questo contesto la radicalizzazione dello scontro portata avanti dal Presidente del Consiglio si è rivelata una strategia suicida. I moderati, anche se sanno benissimo che la magistratura non ha un rapporto normale con la politica, non ne possono più di questa guerra quotidiana tra i poteri.

Anche Letizia Moratti ha qualcosa da rimproverarsi secondo lei?

Se un candidato debole come Pisapia prende una quantità di voti simile significa che non sono stati commessi soltanto errori di comunicazione. La più grave delle sviste della Moratti a mio avviso è stata comunque la scelta di accusare di estremismo e di vicinanza al terrorismo Pisapia al termine dell’ultimo confronto televisivo. Con questa battuta il sindaco uscente si è alienato una buona fetta della media e alta borghesia milanese, che spesso ha in famiglia almeno una persona passata attraverso il maoismo o l’esperienza dei vari movimenti sessantottini.
Una gaffe che denota un’incomprensione profonda di cosa è diventata Milano negli ultimi anni: una città quasi completamente gentrificata. Il popolo infatti è stato espulso. Chi non lavora nella finanza e non vive di politica, se non è ricco di famiglia, fa una grossa fatica a vivere a Milano. E così in città è rimasta la borghesia e una larga fascia di anziani che non hanno mai voluto andarsene e che provano ad andare avanti, anche se con difficoltà. C’è poi un altro dato preoccupante.

Quale?