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ELEZIONI/ 2. Ignazi (Il Mulino): così Pisapia ha tolto voti alla Moratti

Pubblicazione:giovedì 19 maggio 2011 - Ultimo aggiornamento:giovedì 19 maggio 2011, 11.02

Silvio Berlusconi (Foto: ANSA) Silvio Berlusconi (Foto: ANSA)

Sì, è un buon risultato. Ma la Lega esprimeva il candidato sindaco, senza contare che Manes Bernardini è un personaggio con una sua spiccata individualità: ha fatto una campagna diversa rispetto a quella di tanti leghisti, intelligente, misurata, dai toni bassi. Ha evitato le «sparate» dei leader nazionali, facendosi sostenere dalla leadership storica ma senza esagerare. In questo modo è riuscito a conservare l’avanzamento del partito rispetto alle regionali. I dati dimostrano però che in Emilia Romagna la Lega è in una fase di ritiro rispetto all’avanzata fatta negli ultimi anni.

Questo cosa vuol dire?

Che il fenomeno ha raggiunto probabilmente il suo tetto e adesso sta rifluendo, proprio perché nei luoghi importanti della politica, nelle grandi città, non riesce ad attrarre consensi.

Lo sconcerto della Lega, soprattutto dopo la prova deludente di Milano, lascia supporre che pensasse di incamerare il voto degli elettori delusi da Berlusconi. Ma non è andata così.

Mi pare un ragionamento bizzarro, come se la Lega non fosse al governo e non avesse sostenuto finora a spada tratta le scelte del presidente del Consiglio. Ha cercato di stare in equilibrio sul filo della differenziazione, ma ormai ha esaurito tutte le sue possibilità, diventando corresponsabile - per coloro che li considerano tali - dei fallimenti dell’azione di governo. Ecco perché anche la Lega è stata sconfitta nella sua città simbolo, Milano. In questi anni ha mostrato l’incapacità di darsi un profilo di partito nazionale: sull’economia non ha mai detto nulla, nascondendosi dietro la «sottana» di Tremonti, sul piano internazionale ancor peggio.

Parliamo degli 80mila voti che mancano alla Moratti. È vero che il Terzo polo ci ha messo del suo, ma è anche vero che forse molti moderati sono rimasti a casa. O no?


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