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ELEZIONI/ 2. Ignazi (Il Mulino): così Pisapia ha tolto voti alla Moratti

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Silvio Berlusconi (Foto: ANSA)  Silvio Berlusconi (Foto: ANSA)

Io credo che almeno una parte non sia rimasta a casa, ma abbia votato proprio per Pisapia. Pensiamo a Piero Bassetti e al suo «Comitato per il 51». Bassetti a Milano non è uno qualunque, impersona la storia del riformismo così caro alla città lombarda. Trovo molto significativo che si sia speso così tanto in prima fila a favore di Pisapia.

Secondo lei allo stato delle cose esistono per la Moratti margini di recupero, o Milano è l’inizio di un fenomeno irreversibile?

È probabilmente, e lo dico con la massima cautela, il primo passo verso una lenta uscita di scena di Berlusconi. Lenta perché ci vorranno ancora due anni, dato che l’alleanza tra Bossi e Berlusconi è ancora solidissima. La loro è una simbiosi politica, perché nessuno dei due può vivere politicamente senza l’altro. Quindi o elezioni, o si continua così.

Che cosa è riuscito a dire di nuovo Pisapia a tutti quelli che hanno votato la Moratti nel 2006 e che domenica e lunedì hanno cambiato voto?

Innanzitutto, non dimentichiamo che Pisapia è un politico di lunga esperienza. Non si è nascosto dietro la propria storia politica, e questo gli ha consentito di allacciare una serie di legami maturati col tempo nelle associazioni, nei partiti, nella militanza ma anche nella sua attività professionale. Ha messo insieme una serie di rapporti che ha saputo gestire con molta intelligenza e molto tatto. Direi che si è dimostrato il «volto gentile» di Milano.

Milano ha una lunga tradizione di ceto borghese riformista, moderato e operoso. Pisapia ha saputo portarlo dalla sua parte?


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