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Politica

ELEZIONI/ 2. Ignazi (Il Mulino): così Pisapia ha tolto voti alla Moratti

Silvio Berlusconi (Foto: ANSA)Silvio Berlusconi (Foto: ANSA)

Non condivido del tutto la premessa. O meglio: quello di cui lei parla è un aspetto secondo me mitizzato, ma glielo concedo. È vero, ci sono certamente queste componenti, che vengono dal passato e per questo mantengono un qualche significato, ma non dobbiamo fare l’errore di sovrastimarne la portata. Probabilmente è stato anche un errore della Moratti. Ma se la classe media di Milano fosse quella che lei descrive, se ci fosse stata realmente una borghesia che fa dei valori borghesi la sua etica, il berlusconismo non avrebbe avuto così tanto spazio.

Milano, sostiene Luca Doninelli, ha in sé un fattore di incognita che sfugge sempre a qualsiasi disegno politico. Una città che non si esaurisce mai nelle formule di governo. Questo fattore potrebbe dare un esito imprevisto al ballottaggio?

Secondo me no: l’esito della prossima competizione elettorale non riserverà sorprese. È sempre più difficile prevedere i risultati al sud, dove la volatilità elettorale è molto più elevata, ma non in una città come Milano. No, quella che lei cita è un’incognita che non vedo.

Ma tra quindici giorni a Milano cosa potrebbe succedere?

È molto probabile che a questo punto, stando così le cose, vinca Pisapia.

Se dovesse valutare l’immagine che la comunicazione ha reso dei singoli candidati e di quello che vogliono fare della città, cosa direbbe?

La Milano di Pisapia risulta una città più gentile e accogliente. Quella della Moratti è una città per pochi. Escludente, direi.

Non esiste il rischio che la coalizione che fa capo a Pisapia risulti ingovernabile?

Staremo a vedere. L’unica è aspettare.

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