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SCENARIO/ 2. Berlusconi e quelle tre "S" che hanno affossato il centrodestra

Pubblicazione:lunedì 23 maggio 2011 - Ultimo aggiornamento:lunedì 23 maggio 2011, 12.09

Alessandro Sallusti Alessandro Sallusti

Alla fine ha parlato, anzi secondo qualcuno è straripato a reti unificate. In ogni caso: ci ha messo la faccia. Sì, a un certo punto era stato anche tentato, Silvio Berlusconi, dall’idea di scansarsi così da poter pensare - in caso, più che probabile, di sconfitta a Milano - di poter  scaricare sulla Moratti, o magari su Bossi. Ma poi ha capito che l’operazione, oltre a essere autolesionista, forse sarebbe risultata anche impraticabile. Sia chiaro, non credo che in molti nel Pdl, e Berlusconi non è da meno, sarebbero disposti oggi a giocarsi qualcosa di importante dei loro averi sulla rimonta a  Milano.

La ritengono possibile, come ogni persona di buon senso, appena al venti per cento delle possibilità. Ma intanto, trattandosi di un miracolo, praticamente, sono tutti consapevoli che sarà possibile solo se tutte le componenti saranno presenti. Ma comunque, anche in caso più che probabile di sconfitta al secondo turno, meglio poter dire di esserci stati, con la faccia e con la presenza, così da non salire dopo sul banco degli imputati che sarebbero cercati fra i disertori. Credo che in molti, nel Pdl, oggi, abbiano il problema di mettere ora a verbale il fatto di esserci stati, a Milano, a futura memoria. Almeno farsi vedere. E forse è anche il problema di Berlusconi che non a caso avverte: se anche perdo non lascio, e l’intesa fra me e Bossi non ha alternative.

Vedremo. Resta il dato stupefacente di partenza: l’asse Pdl-Lega, nella città da cui tutto partì, al primo turno è sotto di sei punti dal candidato indicato dalla sinistra radicale. Il Pd vince al primo turno a Bologna e Torino; a Napoli il candidato di IdV al secondo turno se la gioca alla pari con quello del Pdl.

Non so, ora, come andrà a finire: i ballottaggi sono una nuova campagna elettorale e il centrodestra ha ancora, almeno in astratto, la possibilità di rimettersi in carreggiata. Ma il primo turno ha sancito già due sconfitti. Il primo - salvo a vedere se riesce a risalire la china, ora - non può che essere considerato, al momento, Silvio Berlusconi. La sua voglia di non parlare partiva certamente dalla paura dell’effetto-Dorina Bianchi. La candidata a Crotone dell’Udc (omai ex, dopo essere stata ex del Pd) si era infatti fatta incoronare dal premier, a prezzo di essere cacciata dal suo partito (per aver assistito impassibile agli attacchi a Casini) ma si è ritrovata alla fine con un misero 20 per cento. Tanto da lasciare seri dubbi, nello stesso premier, sul reale effetto positivo suscitato dal suo appoggio.


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COMMENTI
23/05/2011 - Le tre " esse " ? Ma che c'azzecca ? (Carlo Martinelli)

Non è un errore che il Berlusca insista sulla giustizia ingiusta, per la quale sta facendo le spese lui, per adesso. E per la quale sicuramente le farebbe un altro al suo posto, se avesse le stesse capacità che ha lui di compattare il centro-dx. Perché - con Silvio premier o pensionato - il sistema giudiziario resta un drammatico problema da risolvere ( magari anche noioso, ma per la monotona offensiva mediatica della magistratura politicizzata e per la polemica continua tra politici e tra politici e magistrati ). Accanto alle esternazioni di B., da donna Letizia andavano spiegate e rispiegate all'uomo della strada le cose fatte, o in corso d'opera e quindi non immediatamente fruibili, perché i cittadini danno il voto in base alle cose concrete realizzate. Indubbiamente c'è stato un difetto di comunicazione, anche perché l'algida aristocratica non è mai stata una grande comunicatrice e ha dato soprattutto l'impresssione di spendersi solo per tappezzare Milano di vistosi manifesti elettorali freddi e costosi. Indubbiamente poi c'è stata la " gaffe " finale con Pisapia, veramente inconcepibile dopo la sua severa critica alla mancanza di "bon ton" dell'avvocato Lassini, nella nota vicenda che l'ha visto protagonista. Se fosse stato candidato Albertini, la musica sarebbe stata completamente diversa. Sallusti, Santachè e Sgarbi non hanno nessuna responsabilità nella formazione del nuovo, preoccupante risultato politico meneghino o di altre località municipali.

 
23/05/2011 - Le "S" del disastro (spadon gino)

Articolo perfetto. Alle 3 "S" sacrosante, ne aggiungerei una quarta: la "S" di Scilipoti personaggio-simbolo del calabrache per miserabile interesse. Che disastri questi quattro personaggi. Possibile che un uomo che conosce il mondo come Berlusconi non si sia accorto di quanto male abbiano fatto al suo partito e alla sua maggioranza questi quanttro individui antipatici, blateroni, "sans foi ni loi"?

 
23/05/2011 - Pisapia-Moratti e gli indignados (daniele sindona)

suvvia anche la battaglia pisapia-moratti sa di vecchio; come gran parte degli articoli di commento ancora ancorati al vecchio modo di ragionare. Ma guardate il voto dei minorenni in germania o cosa sta avvenendo in spagna, la vera dialettica è intragenerazionale altro che nord sud o peggio ancora destra sinistra. Ci sono nuovi bisogni nuove esigenze nuovi modi di partecipazione e comunicazione di una gioventu a cui stiamo lasciando una realtà senza lavoro, piena di debiti, con un ambiente sempre piu malato e soprattutto nel ns paese con una invasione perenne di vecchi onnivori si onnivori (compresi i due candidati milanesi)in tutti i campi. Perchè mai se l'unico argomento positivo a destra è il pgt, il suo autore (mi sembra abbondantemente quarentenne) in un paese come il nostro non puo giocarsi una corsa a sindaco?? Il fenomeno spagnolo probabilmente sarà dirompenmte in tutta europa allora forse anche in questo paese inizieremo a fare riflessioni un po piu profonde.

 
23/05/2011 - silenzio assordante della curia ambrosiana (attilio sangiani)

sembra che la curia ambrosiana non abbia letto il programma di Pisapia. Non tanto per le moschee ( errore della Lega di Bossi ! ) ma per la bioetica,che da Pisapia è fotocopiata da quella di Stefano Rodotà. Questo "intellettuale" trasforma la Costituzione vigente,che è "personalista",in "libertina e niciana". Autodeterminazione assoluta dell'individuo,i cui desideri sono riconosciuti come "diritti". Se ne sono accorti i propagandisti di Berlusconi e Bossi ? Se ne è accorto P.F.Casini ? Se ne è accordo Dionigi Tettamanzi,già docente di teologia morale nei seminari ambrosiani ?

 
23/05/2011 - vertice e base (Alberto Consorteria)

Il modo verticistico delle gestione del partito-movimento funziona su scala nazionale, non ha mai funzionato bene su scala locale. Non è la prima tornata elettorale dove questo emerge. Basti pensare che il PdL con la sua brillante maniera di indiviuare i candidati giusti è riuscito anche a perdere a Monza qualche hanno fa... Ora, Pisapia è il peggio del peggio, quel sinistrismo radicalchic che ha messo in ginocchio la spagna tra chiacchiere e vuoti diritti. Mi auguro per i milanesi che a Milano NON VINCA PISAPIA, che è cosa diversa, purtroppo, dal tifare la Moratti.

 
23/05/2011 - quelle domande dovrebbero farsele (Marco Claudio Di Buono)

perché se il centro-destra vuole uscire dall'impasse in cui si trova deve capire che c'è qualcosa che non va. Non servono i proclami, l'atteggiamento vittimista del Berlusconi perseguitato dalla magistratura (e basta, è noiso). Serve il buon governo, il risolvere i problemi della gente. Dopo gli scandali veri o presunti, di fronte ad una crisi che mette in ginoccho le famiglie che hanno difficoltà ad arrivare a fine mese, la gente non ne può più. L'alternativa a sinistra non è credibile perché ci sono troppe divisioni, troppi leader che hanno percentuali ridicole. A destra il pdl è ricattato dalla lega e i risultati non sono così eclatanti come si propaganda. Il terzo polo...meglio non parlarne, possono pure aver ragione su qualcosa ma come essere credibili se passano da uno schieramento all'altro senza un minimo di coerenza? Io che faccio parte di quella maggioranza silenziosa disillusa dalla politica non mi sento rappresentato veramente da nessuno.