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Politica

SCENARIO/ 2. Berlusconi e quelle tre "S" che hanno affossato il centrodestra

Alessandro SallustiAlessandro Sallusti


Disegno strategico che ha un suo fondamento, ma comporta un prezzo enorme da pagare in termini di formazione di una nuova classe dirigente. Insomma, Fini e Casini - che pure hanno detto cose giuste e profetiche contro il partito azienda e l’egemonia della Lega - rischiano di arrivare senza forze e con poche truppe all’appuntamento con la storia. In questo quadro la grande vittoria di Fassino a Torino dovrebbe funzionare da monito per tutti: conviene ancora, investire sul buon governo locale più che sulle grandi strategie pensate a Roma e male applicate sul territorio, è questo l’insegnamento che viene da sotto la Mole.

Alludo al ruolo positivo e discreto svolto da Chiamparino, e alla sua onda lunga che Fassino ha abilmente saputo sfruttare. I proclami non contano, è questa la lezione di Torino, o contano solo nel breve periodo in cui vengono pronunciati. Altro che ministeri da trasferire. Conta di più il buon governo, andare oltre i toni gridati, oltre le ideologie che vivono, e muoiono anche, sui preconcetti. Il bene comune, insomma: almeno abbiamo il diritto di sperarlo e auspicarlo. Da qui i dubbi sulla reale efficacia di certe offensive mediatiche, specie se condotte in spregio evidente delle norme sulla par condicio, a rischio di produrre reazioni nella pubblica opinione più forti dei consensi che si riteneva di suscitare.

Vince, insomma, chi riuscirà a catturare l’attenzione e il consenso della maggioranza silenziosa dei moderati disillusi dalla politica, e che ormai preferiscono occuparsi d’altro. Lasciare alla Lega il ruolo di forza moderata è un fatto un po’ comico e un po’ tragico: denota un deficit politico, segnatamente il deficit politico di un leader che ha segnato la politica italiana degli ultimi 17 anni e ancora gioca al ruolo di campione dell’anti-politica di cui è indiscusso protagonista: il gioco non regge più e non so se sia in tempo a cambiare registro. Lo vedremo.

Il centrodestra ha, come dicevo, circa 20 possibilità su cento di mantenere Milano, e poco più del 50 per cento di conquistare Napoli. Lì i margini di recupero sul Terzo Polo, per il Pdl a Napoli, sono maggiori, troppo evidente essendo il fallimento del centrosinistra ed essendo in piedi un’alleanza a livello regionale e provinciale che indurrà giocoforza molti dirigenti di Fli e Udc a schierarsi, sia pur sotto banco, col centrodestra. Ma è Milano che era e resta la madre di tutte le battaglie.


COMMENTI
23/05/2011 - Le tre " esse " ? Ma che c'azzecca ? (Carlo Martinelli)

Non è un errore che il Berlusca insista sulla giustizia ingiusta, per la quale sta facendo le spese lui, per adesso. E per la quale sicuramente le farebbe un altro al suo posto, se avesse le stesse capacità che ha lui di compattare il centro-dx. Perché - con Silvio premier o pensionato - il sistema giudiziario resta un drammatico problema da risolvere ( magari anche noioso, ma per la monotona offensiva mediatica della magistratura politicizzata e per la polemica continua tra politici e tra politici e magistrati ). Accanto alle esternazioni di B., da donna Letizia andavano spiegate e rispiegate all'uomo della strada le cose fatte, o in corso d'opera e quindi non immediatamente fruibili, perché i cittadini danno il voto in base alle cose concrete realizzate. Indubbiamente c'è stato un difetto di comunicazione, anche perché l'algida aristocratica non è mai stata una grande comunicatrice e ha dato soprattutto l'impresssione di spendersi solo per tappezzare Milano di vistosi manifesti elettorali freddi e costosi. Indubbiamente poi c'è stata la " gaffe " finale con Pisapia, veramente inconcepibile dopo la sua severa critica alla mancanza di "bon ton" dell'avvocato Lassini, nella nota vicenda che l'ha visto protagonista. Se fosse stato candidato Albertini, la musica sarebbe stata completamente diversa. Sallusti, Santachè e Sgarbi non hanno nessuna responsabilità nella formazione del nuovo, preoccupante risultato politico meneghino o di altre località municipali.

 
23/05/2011 - Le "S" del disastro (spadon gino)

Articolo perfetto. Alle 3 "S" sacrosante, ne aggiungerei una quarta: la "S" di Scilipoti personaggio-simbolo del calabrache per miserabile interesse. Che disastri questi quattro personaggi. Possibile che un uomo che conosce il mondo come Berlusconi non si sia accorto di quanto male abbiano fatto al suo partito e alla sua maggioranza questi quanttro individui antipatici, blateroni, "sans foi ni loi"?

 
23/05/2011 - Pisapia-Moratti e gli indignados (daniele sindona)

suvvia anche la battaglia pisapia-moratti sa di vecchio; come gran parte degli articoli di commento ancora ancorati al vecchio modo di ragionare. Ma guardate il voto dei minorenni in germania o cosa sta avvenendo in spagna, la vera dialettica è intragenerazionale altro che nord sud o peggio ancora destra sinistra. Ci sono nuovi bisogni nuove esigenze nuovi modi di partecipazione e comunicazione di una gioventu a cui stiamo lasciando una realtà senza lavoro, piena di debiti, con un ambiente sempre piu malato e soprattutto nel ns paese con una invasione perenne di vecchi onnivori si onnivori (compresi i due candidati milanesi)in tutti i campi. Perchè mai se l'unico argomento positivo a destra è il pgt, il suo autore (mi sembra abbondantemente quarentenne) in un paese come il nostro non puo giocarsi una corsa a sindaco?? Il fenomeno spagnolo probabilmente sarà dirompenmte in tutta europa allora forse anche in questo paese inizieremo a fare riflessioni un po piu profonde.

 
23/05/2011 - silenzio assordante della curia ambrosiana (attilio sangiani)

sembra che la curia ambrosiana non abbia letto il programma di Pisapia. Non tanto per le moschee ( errore della Lega di Bossi ! ) ma per la bioetica,che da Pisapia è fotocopiata da quella di Stefano Rodotà. Questo "intellettuale" trasforma la Costituzione vigente,che è "personalista",in "libertina e niciana". Autodeterminazione assoluta dell'individuo,i cui desideri sono riconosciuti come "diritti". Se ne sono accorti i propagandisti di Berlusconi e Bossi ? Se ne è accorto P.F.Casini ? Se ne è accordo Dionigi Tettamanzi,già docente di teologia morale nei seminari ambrosiani ?

 
23/05/2011 - vertice e base (Alberto Consorteria)

Il modo verticistico delle gestione del partito-movimento funziona su scala nazionale, non ha mai funzionato bene su scala locale. Non è la prima tornata elettorale dove questo emerge. Basti pensare che il PdL con la sua brillante maniera di indiviuare i candidati giusti è riuscito anche a perdere a Monza qualche hanno fa... Ora, Pisapia è il peggio del peggio, quel sinistrismo radicalchic che ha messo in ginocchio la spagna tra chiacchiere e vuoti diritti. Mi auguro per i milanesi che a Milano NON VINCA PISAPIA, che è cosa diversa, purtroppo, dal tifare la Moratti.

 
23/05/2011 - quelle domande dovrebbero farsele (Marco Claudio Di Buono)

perché se il centro-destra vuole uscire dall'impasse in cui si trova deve capire che c'è qualcosa che non va. Non servono i proclami, l'atteggiamento vittimista del Berlusconi perseguitato dalla magistratura (e basta, è noiso). Serve il buon governo, il risolvere i problemi della gente. Dopo gli scandali veri o presunti, di fronte ad una crisi che mette in ginoccho le famiglie che hanno difficoltà ad arrivare a fine mese, la gente non ne può più. L'alternativa a sinistra non è credibile perché ci sono troppe divisioni, troppi leader che hanno percentuali ridicole. A destra il pdl è ricattato dalla lega e i risultati non sono così eclatanti come si propaganda. Il terzo polo...meglio non parlarne, possono pure aver ragione su qualcosa ma come essere credibili se passano da uno schieramento all'altro senza un minimo di coerenza? Io che faccio parte di quella maggioranza silenziosa disillusa dalla politica non mi sento rappresentato veramente da nessuno.