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Politica

ELEZIONI/ 1. Mario Mauro: l'Italia di Vendola come la Spagna di Zapatero

Le elezioni amministrative in Spagna hanno bocciato il modello Zapatero, cioè il modello Vendola iberico. In Italia, spiega MARIO MAURO, i ballottaggi rischiano di premiarlo

Giuliano Pisapia e Nichi Vendola (Imagoeconomica)Giuliano Pisapia e Nichi Vendola (Imagoeconomica)

I dieci punti percentuali (37.5% - 27.5%) con i quali il Partito Popolare ha distanziato il Partito Socialista alle elezioni municipali spagnole, possono essere visti in un’unica ottica: il fallimento e il declino dello zapaterismo. Mai nella storia della democrazia iberica il primo partito aveva distanziato in maniera così significativa il secondo in una tornata di amministrative. Zapatero ha perso perché le sue politiche hanno fallito da ogni punto di vista: la gestione della crisi economica ha portato ad un livello di debito pubblico altissimo, la Spagna è sotto un continuo monitoraggio degli organismi di sorveglianza dei conti pubblici dell’Unione europea. Inoltre il lavoro non c’è più.

Con l’attuale Primo Ministro, che, secondo alcuni dovrebbe avere il coraggio di fare un passo indietro, ha perso anche la sua filosofia. Una filosofia che don Sturzo avrebbe definito «statolatrica». Con Zapatero abbiamo assistito, infatti, al dilatarsi di meccanismi di tutela delle cosiddette «libertà individuali» al fine di mettere i cittadini al riparo da ogni presunta invadenza di potere. Tale concezione politica ha finito per moltiplicare le leggi, le norme e le direttive. Nel pensiero neo-repubblicano espresso da Zapatero qualcuno ha visti riassunti i «caratteri decisivi del tempo che viviamo: la paura e l’indifferenza».

La nuova filosofia è stata ufficializzata nel 37esimo congresso del Psoe, nell’estate del 2008, quando Zapatero ha dichiarato: «Questo congresso è dunque un’occasione per aumentare i diritti». Le leggi sull’aborto, quelle sui matrimoni e sulle adozioni per le coppie omosessuali, quelle contro la libertà religiosa (dalla rimozione dei crocifissi alla legge della Memoria storica) e contro la libertà di educazione sono state una catastrofica conseguenza della riduzione dell’Io ad un vero e proprio supermercato. E’ un danno enorme per la società, anestetizzata da un modo di governare che ha completamente imbavagliato la creatività di ogni singolo cittadino.