BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ELEZIONI/ Gheddo: dalla Chiesa i criteri per votare, oltre le antipatie

Pubblicazione:

I manifesti dei candidati sindaco di Milano (Foto: ANSA)  I manifesti dei candidati sindaco di Milano (Foto: ANSA)

A pochi giorni dal ballottaggio milanese, che vede contrapposti Letizia Moratti e Giuliano Pisapia, sui giornali si torna a discutere di voto cattolico. «Gli appelli a concentrarsi sulla dimensione della concretezza, del fare quotidiano e della progettualità sembrano cadere nel vuoto», ha dichiarato pochi giorni fa il Cardinale Angelo Bagnasco, criticando una politica troppo spesso ridotta a “litigio perenne”. Ieri lo scontro tra Il Giornale e Avvenire sulle parole del cardinale Dionigi Tettamanzi e il chiarimento di mons. Mariano Crociata sul tema delle moschee. Secondo il segretario generale della Cei, la costruzione di una moschea risponde infatti al diritto fondamentale della libertà religiosa, ma occorre tenere conto delle «esigenze di vita sociale e comunitaria della nostra Costituzione», dato che si tratta anche di «luoghi di aggregazione sociale». Ma come orientarsi in questo finale di campagna elettorale che vede i programmi dei candidati ancora in secondo piano? «Per un cattolico è molto più semplice di quanto si creda - dice Padre Piero Gheddo a IlSussidiario.net -. Nella scelta su chi votare il criterio non è la simpatia personale, ma le proposte che vengono portate avanti dai candidati sui temi che la Chiesa oggi ritiene decisivi, in Italia come in tutto il mondo».

A cosa si riferisce?

Parlo di quei “valori non negoziabili” indicati più volte da Papa Benedetto XVI e dalla Conferenza Episcopale Italiana come prioritari: la difesa della vita dal concepimento fino alla morte naturale, la difesa della famiglia e del matrimonio tra uomo e donna, la difesa della libertà di educazione e della libertà religiosa. Non sono temi che la Chiesa sceglie a caso, c’è una ragione precisa.

Quale?

Stiamo attraversando una crisi antropologica che riguarda lo stesso concetto di uomo. Se ci si dimentica infatti che l’uomo è una creatura di Dio si può arrivare fino a mettere le mani sulla vita e sulla morte, scivolando verso quella barbarie inseguita da Hitler e da altri come lui. È questo il punto più importante, tutto il resto, anche se condivisibile, viene dopo.

Cosa intende dire?


  PAG. SUCC. >


COMMENTI
27/05/2011 - I DIOSSCURI DELL'INFEDELTA' (celestino ferraro)

Questi due figuri (Casini & Fini)e l'accolita che li accompagna, mi tolgono la voglia di ridere. Possibile che non si rendano conto della loro pochezza? Come si permettono d'insidiare la buona fede di chi li ascolta? Quale arcano li protegge? Andassero a lavorare (faticare). le vie di Napoli son colme di munnezza.

 
26/05/2011 - La fiducia nella Polis si costruisce nella verità (edmund burke)

@Mario Bellotti L'anarchia di cui tu parli è presunta. La negazione, il non riconoscimento, l'attacco ai valori non negoziabili è cosa certa in quanto anche scritto nel programma di Pisapia. Al di là delle metafore! Si tratta di definire una gerarchia di valori fondata sul buon senso e secondo ragione, al di là delle simpatie o antipatie personali.

 
25/05/2011 - Piero Gheddo Vescovo ! (Carlo Martinelli)

Caro Padre, ebbi già modo di dialogare con Lei, via mail, sul martirio dei Cristiani, nel novembre u.s., e rileggerla oggi mi procura una gioia indicibile! Grazie ! Finalmente una parola chiara, senza ambiguità, nettamente dalla parte del Santo Padre e della CEI a difesa dei " valori non negoziabili ", che - se calpestati - sono la più grave forma di iniquità umana e sociale, perché così non si tiene conto degli ultimissimi e dei debolissimi. Coloro che con le loro propagandate menzogne non li mettono al primo posto nella salvaguardia della giustizia, specialmente se cristiani, commettono una grave colpa contro la Chiesa e contro Dio, a cui dovran rendere conto. Cosa che dovrà fare anche l'arcivescovo di Milano, che non ha mai nascosto la sua antipatia per Berlusconi, il che gli impedisce di vigilare sulla sana dottrina e quindi di pronunciarsi chiaramente contro quei sedicenti cristiani - alla Don Colmegna, per intenderci, ( che dovrebbe meditare sul semplice titolo dell'Enciclica " Caritas IN VERITATE " ) - che si mettono fuori dalla Chiesa, dichiarando di seguire i loro valori e le indicazioni del loro Arcivescovo ( sic ! ), che fortunatamente tra poco si ritirerà ( Deo gratias ! ). Speriamo di poter ripetere la stessa invocazione per chi gli subentrerà. Io, per stare sul sicuro in questa povera barca di Pietro che fa acqua da tutte le parti, tifo per Lei ! Accetti ancora i sensi della mia gratitudine e della mia vivissima stima.

 
25/05/2011 - Ricostruire la fiducia nella Polis (Mario Bellotti)

L'esempio del fiume da nuotare controcorrente è stimolante: voglio ribaltarlo sull'elettore del centrodestra. Il centrodestra di Berlusconi è in chiaro declino, il Paese è spaccato in fazioni come nella Firenze rinascimentale, ma purtroppo non ci sono né Dante né Giotto a tenere accesa la fiamma del Bene e del Bello. I cittadini sono stanchi e delusi della politica, l'Italia rischia di perdere, oltre al benessere economico, anche le uniche due cose buone che ha guadagnato a prezzo altissimo nel periodo risorgimentale: l'unità politica e la democrazia parlamentare. La Chiesa cattolica è più che mai una barchetta sbattuta tra le onde, guidata da un Nocchiero ispirato ma con una parte di equipaggio evidentemente ammutinato. S. Tommaso, nella sua lezione sulla politica, insegna a distinguere le varietà di Male e a evitare il male peggiore. Un democristiano ante litteram? Il male peggiore, cari signori, è l'anarchia, il disordine sociale, la barbarie. Votare per il centrodestra significa tuffarsi per abitudine nel fiume ormai prossimo alle cascate, fiume dorato e ricco di pesci, e poi cercare di non sfracellarsi tra le rocce.

 
25/05/2011 - Valori non negoziabili = Valori secondo ragione (edmund burke)

@John Florence Non uccidere, non rubare sono dei Comandamenti. Ma se un ordinamento giuridico di uno Stato concordasse con gli stessi Comandamenti significa che siamo in presenza di una teocrazia? C'è un errore di fondo alla base: ovvero pensare che ciò che Dio ci chiede o ci ha ricordato (post peccatum) sia contrario alla ragione. Il Dio cristiano è Logos! Da rileggere il discorso di Ratisbona del 2006 di Benedetto XVI, o l'enciclica Fides et Ratio di Giovanni Paolo II. La Scrittura va interpretata (non è stata dettata ... come il Corano) in quanto ispirata dallo Spirito. Nessuno vieta a qualcuno di essere gay, ma altra cosa è un qualsiasi riconoscimento giuridico di una relazione non fondata su ragione. Il discorso sarebbe lungo. Il sentimentalismo e il desiderio non sono sufficienti per fondare il diritto. @Mario Bellotti Ragionamento da democristiano, scusami. Le leggi sul divorzio e sull'aborto portano le firme più autorevoli di quel partito sedicente cristiano. Tuffarsi in un fiume e pensare di nuotare contro corrente, non solo mi pare inutile, ma favorisce la deriva relativista, in quanto ne maschera la vera identità. Specchietto per allodole. L'onestà, la professionalità sono auspicabili,ma non sufficienti. Un dottore può essere tecnicamente perfetto, adoperarsi per il prossimo anche gratuitamente, ma se la sua attività è volta a praticare aborti? Non solo i mezzi devono essere giusti, ma soprattutto i fini.

 
25/05/2011 - Stare con il Papa e la Chiesa. (claudia mazzola)

E pensare che ho amici cattolici scandalizzati da Berlusconi che quasi preferiscono Pisapia e non ne hanno neppure letto il programma.

 
25/05/2011 - Se tutti i sacerdoti fossero chiari come p. Gheddo (edmund burke)

La confusione nel mondo cattolico deriva anche dalle omissioni di chiarezza dei sacerdoti, o peggio da valutazioni degli stessi del tutto personali e non in linea con il Magistero. Ma qualcuno di questi sacerdoti ha letto la Nota dottrinale in merito all'impegno in politica dei cattolici? Direi proprio di no. Avete mai letto il programma di un cd. Corso di formazione politica presentato nelle parrocchie? Quando va bene si tratta di come imparare le tecniche gestionali-amministrative. Ma la domanda che si dovrebbe rivolgere a questi illuminati è: per fare cosa? Ci vorrebbe un p. Gheddo in ogni parrocchia che ricordi che sono i valori non negoziabili il criterio di scelta politica. Ci vorrebbe una tirata d'orecchie per tutti quei sacerdoti che continuano a silenziare le verità naturali e non solo di fede espresse nei valori non negoziali.

 
25/05/2011 - Un errore di fondo (John Florence)

Alla base delle tesi dell'articolo, secondo il modesto parere di chi vi scrive, c'è una impostazione ideologica che stride nei fatti con il concetto di libertà e libero arbitrio, che dall'alto ci sono stati "donati". La politica "deve" essere laica oppure scivolerebbe nella teocrazia. Il tema è sicuramente non facile ma se "imponiamo" uno stile di vita ad una società in base ad un modello morale e "vietiamo" altre visioni, siamo di fatto contro una società "aperta" e potremmo scivolare in una sorta di autoritarismo morale. I "veri" santi dal canto loro, come anche la vita del Cristo e non potrebbe essere altrimenti, non hanno mai imposto uno stile di vita, hanno influenzato gli altri con l'esempio e le proprie azioni non con delle norme, riservate solo ai membri del proprio ordine. Non sono contrario a che un gruppo sociale si organizzi attorno a delle norme morali, cosa diversa è che si cerchi di imporre una visione agli altri basata su regole morali. Parlo di regole morali e non di verità religiose perchè in molti casi di ciò si tratta: di concetti scritti non nei testi sacri ma nate da riflessioni umane come concilii o encicliche, che in quanto umane possono e sono nel tempo cambiate. In realtà il Vangelo e tanto meno l'antico testamento non menzionano i concetti di famiglia naturale, gay, aborto. Nell'antico testamento era presente la poligamiamia quindi cosa fare? Pensate per esempio che una politica che non discrimini i gay imponga agli altri di esser gay?

 
25/05/2011 - Criteri per votare: spunti ulteriori (Mario Bellotti)

L'antipatia personale non è certo un criterio ammissibile per un voto cristiano, ma attenzione a non banalizzare e a non cadere in facili letture ideologiche. E' vero che il programma del centrodestra si avvicina maggiormente a quei valori non negoziabili indicati dalla Chiesa e ricordati nell'articolo, i quali devono essere senz'altro difesi da ogni uomo di buona volontà con coraggio ed intelligenza. Ma la politica può avere percorsi contorti e dolorosi, provocati dai tanti peccati commessi, e talvolta sebbene la strada percorsa sembri poco lineare, alla fine può risultare quella più efficace per giungere a destinazione. Nel nostro caso concreto del ballottaggio di Milano, nella lista di Pisapia si candidano persone di assoluta fiducia per il valore dimostrato nella loro professione e per il rigore morale e per il rispetto di quei principi naturali. Chi, come me, ha votato per questi candidati, evitando di votare il centrodestra e dando così un segnale chiaro circa la volontà di cambiamento anche a livello di governo nazionale, non si sta impancando per questo "cattolico adulto" e ribelle. Al contrario, pur non nascondendosi che dovrà faticare molto per difendere Milano da derive pericolose, ma allo stesso tempo crede che la città potrà liberare nuove energie positive, oggi quanto mai necessarie per vincere la stanchezza e la rassegnazione dei cittadini.