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ELEZIONI/ Folli: Berlusconi, ora un passo indietro

Pubblicazione:martedì 31 maggio 2011 - Ultimo aggiornamento:martedì 31 maggio 2011, 9.56

Silvio Berlusconi ieri in conferenza stampa (Imagoeconomica) Silvio Berlusconi ieri in conferenza stampa (Imagoeconomica)

«Abbiamo perso e questo è evidente. Una volta si vince, un’altra si perde, l’importante è non abbattersi», con queste parole Silvio Berlusconi ha commentato i risultati dei ballottaggi di ieri. «Il governo non ha altra strada che andare avanti con i nervi saldi - ha proseguito il premier -. Abbiamo una maggioranza coesa e determinata e ci restano da fare alcune riforme: fisco, giustizia e un piano per il Sud. E soprattutto dobbiamo eliminare i vincoli burocratici che danno il senso dell’oppressione burocratica e fiscale». Difficile credere però che le sconfitte del centrodestra a Milano e Napoli non abbiano delle ripercussioni sul piano nazionale. «C’è un problema politico che la maggioranza di governo non può assolutamente aggirare - dice Stefano Folli a IlSussidiario.net -: l’asse su cui si è voluto costruire questo schieramento, soprattutto in tempi più recenti, è stato fondato sul rapporto privilegiato tra Berlusconi e la Lega. Questo asse è stato sconfitto o comunque non piace più a un vasto corpo elettorale che fino a poco tempo fa garantiva solide maggioranze al centrodestra».

Quali sono state secondo lei le principali cause di questo risultato?

Il fatto che nel centrodestra ora si raccolgano i cocci è il segno più evidente degli errori che sono stati commessi in questi anni. Lo spostamento che si è verificato a livello amministrativo a questo punto però cambia la geografia politica del Paese, rendendo evidente l’arretramento della Lega, a Novara come in altre parti del territorio di riferimento del Carroccio.

Bossi pensava di poter intercettare i voti dei delusi dal Pdl e potrebbe decidere a questo punto di lasciare Berlusconi al proprio destino?

Difficile fare previsioni in questo momento. Posso capire la linea difensiva di queste prime ore, ma sono convinto che il problema prima o poi emergerà con tutta la sua forza. Dalla Lega mi aspetto fuochi d’artificio, magari fra qualche settimana a Pontida…

Sbaglia il centrodestra a sottovalutare ciò che è successo?


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COMMENTI
31/05/2011 - de celestino berlusconibusque (gennaro prampolini)

celestino la tua prosa è farneticante, ma il tuo giudizio è saggio.

 
31/05/2011 - (continuo ...) (celestino ferraro)

Una schiera di baiadere era al suo servizio. Alle più sciantose l’onore di satollarlo nel séparé che dell’alcova era il salottino. Un pervicace volontario che di Luigi XVI invidiava la decollata fine; un “cupio dissolvi” sfrenato come delirium autodistruttivo che la sua seconda moglie definì patologia da endocrinologia. Nelle brevi pause fra le une e le altre residenze, un breve sguardo alla politica politicata e disastri innumeri da collezionare per gli storici appassionati dell’Erode, e Salomè a cui donare teste recise degli scocciatori. Non persuaso del suo cazzeggio, aggiunge ridicolo a ridicolo e chiude alla grande parlando ad Obama della magistratura comunista che perseguita l’Italia e lui che n’è il premier. Cosa sperasse dopo l’abboccamento l’ignoriamo ed attendiamo qualche drone intelligente che sorvoli Milano per bombardarla. Fu vera gloria? Certamente no! Il suo successo non fu la sua grandezza, fu figlio della piccolezza dei suoi oppositori che a più riprese ebbe la ventura d’umiliare. Berlusconismo come fascismo? che stupidità! La storia quando si ripete, replica la farsa. Oggi questi lillipuziani che hanno avvoltolato “Gulliver” nella pania della sua lussuria, credono d’aver vinto contro Golia e non si son reso conto d’essere restati diciassette anni in balia della loro impotenza. Facciano attenzione, l’allarme è suonato anche per i “Bersani”: i De Magistris & Pisapia non sono figli virtuosi della loro mascolinità. Celestino Ferraro

 
31/05/2011 - Il crollo del PdL (celestino ferraro)

“Berlusconi: sono un combattente, quando perdo triplico le forze”. Saper perdere è una virtù degli uomini forti, non tutti i perdenti la posseggono. Il Cavaliere, per esempio, se tacesse, sarebbe un virtuoso degno di Erodoto, se Erodoto fosse uno storico della nostra stagione. Aggiungere sbruffonate a sbruffonate non è che migliori lo stato delle cose, siamo restati travolti da questa tempesta nel bel mezzo di una crociera che avrebbe dovuto portarci a lidi più sicuri capitanati dal Cavaliere che ci promise spiagge assolate e mari cristallini. D’improvviso i nembi si sono scatenati e la tempesta di Noemi (tsunami di Casoria) ci ha mostrato una faccia del capitano che ignoravamo, in tutta la sua volgare e senescente lascivia. I conviti sardi e quelli di Arcore, o quelli di Palazzo Grazioli, erano l’intrattenimento abituale al quale il Cavaliere si sottoponeva sottraendo a Morfeo il diritto di rinfrancarlo col riposo giusto: per non "appapagnarlo" nelle ore dedicate al popolo sovrano. Una schiera di baiadere era al suo servizio. Alle più sciantose l’onore di satollarlo nel séparé che dell’alcova era il salottino. Un pervicace volontario che di Luigi XVI invidiava la decollata fine; un “cupio dissolvi” sfrenato come delirium autodistruttivo che la sua seconda moglie definì patologia da endocrinologia. Nelle brevi pause fra le une e le altre residenze, un breve sguardo alla politica politicata e disastri innumeri da collezionare per gli storici appassionati dell’Erode, e