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ELEZIONI/ Folli: Berlusconi, ora un passo indietro

Silvio Berlusconi ieri in conferenza stampa (Imagoeconomica) Silvio Berlusconi ieri in conferenza stampa (Imagoeconomica)


Guardi, alcune cose sono indiscutibili: non si è trattato soltanto di un voto di medio termine sull’operato del governo. Gli elettori hanno espresso un giudizio su un personaggio politico che, caso unico in Europa, domina la scena da 17 anni. Il Cavaliere ha voluto mettersi in gioco, in maniera devo dire piuttosto scomposta, e ha perso. Le implicazioni politiche a questo punto sono inevitabili.

E quali sarebbero?

La leadership del centrodestra e la successione a Berlusconi devono essere messe all’ordine del giorno. Il premier non è più in grado di rappresentare la sintesi dell’alleanza e non ha più la capacità di mantenere un rapporto positivo con il proprio elettorato. Questo è il primo dato da cui occorrerebbe partire. 

Dovrà essere lui a guidare questa transizione o un nuovo leader, come ad esempio Tremonti, si imporrà?

Bisogna tener presente che stiamo parlando di una maggioranza costruita e incarnata da una sola persona per circa un ventennio, senza nemmeno un eccessiva dialettica, tant’è che le voci più critiche non abitano più nel Popolo della Libertà. Per questo sono convinto che Berlusconi abbia il dovere di affrontare questo problema. Se non lo farà e lascerà correre, il centrodestra è destinato alla più totale balcanizzazione. Forse è l’ultima occasione per avviare una seria ristrutturazione, per il momento ancora possibile.

Cosa intende dire?

Attraverso un processo guidato di selezione della nuova leadership si potrebbe ricostruire un’alleanza più ampia con quei pezzi della cosiddetta area moderata che in questi anni si sono staccati. Ovviamente non si tratta di passaggi indolori, se si pensa però di andare avanti come se niente fosse si va incontro al suicidio politico.

Si riferisce al Terzo Polo?


COMMENTI
31/05/2011 - de celestino berlusconibusque (gennaro prampolini)

celestino la tua prosa è farneticante, ma il tuo giudizio è saggio.

 
31/05/2011 - (continuo ...) (celestino ferraro)

Una schiera di baiadere era al suo servizio. Alle più sciantose l’onore di satollarlo nel séparé che dell’alcova era il salottino. Un pervicace volontario che di Luigi XVI invidiava la decollata fine; un “cupio dissolvi” sfrenato come delirium autodistruttivo che la sua seconda moglie definì patologia da endocrinologia. Nelle brevi pause fra le une e le altre residenze, un breve sguardo alla politica politicata e disastri innumeri da collezionare per gli storici appassionati dell’Erode, e Salomè a cui donare teste recise degli scocciatori. Non persuaso del suo cazzeggio, aggiunge ridicolo a ridicolo e chiude alla grande parlando ad Obama della magistratura comunista che perseguita l’Italia e lui che n’è il premier. Cosa sperasse dopo l’abboccamento l’ignoriamo ed attendiamo qualche drone intelligente che sorvoli Milano per bombardarla. Fu vera gloria? Certamente no! Il suo successo non fu la sua grandezza, fu figlio della piccolezza dei suoi oppositori che a più riprese ebbe la ventura d’umiliare. Berlusconismo come fascismo? che stupidità! La storia quando si ripete, replica la farsa. Oggi questi lillipuziani che hanno avvoltolato “Gulliver” nella pania della sua lussuria, credono d’aver vinto contro Golia e non si son reso conto d’essere restati diciassette anni in balia della loro impotenza. Facciano attenzione, l’allarme è suonato anche per i “Bersani”: i De Magistris & Pisapia non sono figli virtuosi della loro mascolinità. Celestino Ferraro

 
31/05/2011 - Il crollo del PdL (celestino ferraro)

“Berlusconi: sono un combattente, quando perdo triplico le forze”. Saper perdere è una virtù degli uomini forti, non tutti i perdenti la posseggono. Il Cavaliere, per esempio, se tacesse, sarebbe un virtuoso degno di Erodoto, se Erodoto fosse uno storico della nostra stagione. Aggiungere sbruffonate a sbruffonate non è che migliori lo stato delle cose, siamo restati travolti da questa tempesta nel bel mezzo di una crociera che avrebbe dovuto portarci a lidi più sicuri capitanati dal Cavaliere che ci promise spiagge assolate e mari cristallini. D’improvviso i nembi si sono scatenati e la tempesta di Noemi (tsunami di Casoria) ci ha mostrato una faccia del capitano che ignoravamo, in tutta la sua volgare e senescente lascivia. I conviti sardi e quelli di Arcore, o quelli di Palazzo Grazioli, erano l’intrattenimento abituale al quale il Cavaliere si sottoponeva sottraendo a Morfeo il diritto di rinfrancarlo col riposo giusto: per non "appapagnarlo" nelle ore dedicate al popolo sovrano. Una schiera di baiadere era al suo servizio. Alle più sciantose l’onore di satollarlo nel séparé che dell’alcova era il salottino. Un pervicace volontario che di Luigi XVI invidiava la decollata fine; un “cupio dissolvi” sfrenato come delirium autodistruttivo che la sua seconda moglie definì patologia da endocrinologia. Nelle brevi pause fra le une e le altre residenze, un breve sguardo alla politica politicata e disastri innumeri da collezionare per gli storici appassionati dell’Erode, e