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NAPOLI/ Polito: caro Bersani, con Vendola e De Magistris non si fa l'Italia

Pierluigi Bersani (Imagoeconomica) Pierluigi Bersani (Imagoeconomica)

Certo, anche perché mi aspetto che all’interno del Partito Democratico scendano in campo anche Chiamparino e Renzi. Non sto dicendo che Bersani non debba festeggiare, i suoi problemi sono imparagonabili a quelli di Berlusconi, sconfitto ieri a tutto campo. Al suo posto però non smetterei di guardare al centro, nonostante tutte le difficoltà del caso e starei soprattutto attento ai facili entusiasmi.

E cosa dovrebbe imparare il Pd dal risultato di ieri per non cullarsi sugli allori?

Rifletta su come ha consegnato Napoli a De Magistris. Al tragico errore di aver fatto finta di non c’entrare nulla con i diciotto anni di governo di questa città, senza alcuna riflessione, né autocritica. Al pasticcio delle primarie annullate senza che venissero realmente accertati i presunti brogli, delegittimando in questo modo il partito e scoraggiando gli elettori. È chiaro che in questo modo si presta il fianco al populismo del candidato Idv.

A questo punto secondo lei sbagliano i moderati a nutrire qualche timore?

A differenza di Milano, che ha una struttura democratica robusta, penso che nel giro di qualche anno a Napoli la pretesa di De Magistris di governare contro tutto e contro tutti, in un rapporto diretto e personale con l’elettorato, andrà in conflitto le abitudini e le norme della democrazia stessa. Prevedo grossi problemi con i membri della sua maggioranza, con il consiglio comunale e con i partiti... D’altronde Napoli è così, si può innamorare di qualche capopopolo, ma quando cambia il vento sa essere spietata. Chiedete a Masaniello…

(Carlo Melato)

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COMMENTI
31/05/2011 - Caro Berlusconi, con Bossi e Storace niente Italia (Giorgio Antonaci)

Proprio così, trovo abbastanza intuitivo rovesciare, semplicemente, il titolo dall'altra parte della barricata. Nessuna sostanziale differenza. Tenere insieme uno schieramento composto da soggetti inevitabili prede di pulsioni e ambizioni spesso antagoniste è problema assai complesso per entrambi i poli. Quale riforma della giustizia in un ipotetico governo Bersani o Vendola? Una probabilmente non condizionata e ispirata dall'aprioristica difesa di un indifendibile. Anche prestare il fianco all'asserito populismo del candidato IdV non sembra tutt'altro dal dover avallare e subire il secessionismo delle camicie verdi. Così, infine, i problemi interni della maggioranza di De Magistris: se qualcosa deve imparare il PD dall'esito del ballottaggio, è proprio questa capacità e questa volontà di far quadrato nel momento di necessità. Se si riuscirà a superare, anche e soprattutto su scala nazionale, l'indecorosa frammentazione della sinistra, si porrà fine anticipata ad un altro vergognoso ventennio del quale l'Italia non aveva davvero bisogno. Giorgio Antonaci.