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SCENARIO/ 3. Tra Silvio e i "responsabili", le nuove domande della Lega

Pubblicazione:venerdì 6 maggio 2011

Calearo e Scilipoti (Imagoeconomica) Calearo e Scilipoti (Imagoeconomica)


Nel prossimo giro avrà nuovi sottosegretari, se vorrà. Eventualmente l’amico Giulio Tremonti a palazzo Chigi dopo il Cavaliere, al posto del sudista Alfano. E il vice sindaco di Milano, scalzando l’ex An Riccardo De Corato, se Letizia Moratti dovesse rivincere. Ogni volta la quadra con Bossi si fa più onerosa per Silvio Berlusconi. La Lega è specialista nel succhiare il sangue agli amici. Più aumenta il soccorso verde, più riscrivere l’alleanza diventa un bacio della morte.
 
Per il resto si vedrà dopo il voto di settimana prossima. Perché, superata la strettoia libica e i dissapori sulla mozione, resta da capire come andare avanti insieme e far fruttare i prossimi due anni di legislatura. Berlusconi non a caso sta politicizzando il voto: sarà un ennesimo referendum su se stesso e la tenuta della maggioranza. Non ha alternative a rilanciare di continuo. Il Carroccio non vorrebbe, ma andrà a chiedere il conto nel caso il Pdl facesse flop. Cosa non improbabile, «se si pensa che da un anno il governo è immobile, preda della guerra dentro al Pdl e della fronda finiana», ammette un leghista di rango. Lo stesso decreto sviluppo «è solo un brodino». La tanto attesa frustata è lontana. Morale: «solo dopo le amministrative sapremo cosa decide il popolo e se saremo costretti a continuare con Berlusconi o se riprenderemo la nostra libertà di movimento...». Forse questa è la vera notizia, più della deriva parademocristiana a colpi di poltrone&sottosegretariati. Per la prima volta da tanti anni tra Berlusconi e Bossi si è aperta una crepa. E nella Lega, inevitabilmente, si ricomincia a pensare a cosa fare da grandi…



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