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GIORNATA DELLA MEMORIA/ Bossi e Napolitano a difesa della magistratura

Oggi si ricordano la morte di Aldo Moro e le vititme del terrorismo. Parole del capo dello Stato e di Umberto Bossi a difesa della magistratura. Berlusconi in tribunale

Foto Ansa Foto Ansa

Nel giorno, 9 maggio, in cui si ricorda l'uccisione di Aldo Moro, la Giornata della Memoria in ricordo delle vittime del terrorismo, gli esponenti politici di primo piano dicono la loro sulla magistratura e i giudici. Il capo dello Stato ha scritto appositamente una introduzione al libro "Nel loro segno" che ricorda 26 magistrati uccisi da terrorismo e mafia. Il ruolo cardine delle toghe è ricordato da Napolitano che ne afferma il ruolo peculiare di fermezza e coraggio per resistere all'ondata terroristica e averne ragione. "Negli anni degli attentati terroristici, l'Italia corse rischi estremi. Sapemmo uscirne nettamente, pur pagando duri prezzi, e avemmo così la prova di quanto profonde fossero nel nostro popolo le riserve di attaccamento alla libertà, alla legalità, ai principi costituzionali della convivenza democratica, su cui poter contare" scrive il presidente della Repubblica. Gli fa eco il leader della Lega Umberto Bossi commentando proprio le parole di Napolitano: "Se non difendi la legalità, poi ti impantani. Senza legalità non si capisce più dove vai. La legalità è fondamentale". Parole che preoccupano Silvio Berlusconi, oggi impegnato a Milano per l'udienza del processo Mills. Berlusconi teme un patto tra Colle e Lega ai suoi danni, specie nel caso che a Milano il Pdl non porti a casa la vittoria nelle elezioni del sindaco.